Studio Arera boccia la dorsale: “Si contraddicono, e antepongono le ragioni economiche a quelle ambientali”

Studio Arera boccia la dorsale: “Si contraddicono, e antepongono le ragioni economiche a quelle ambientali”
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Desta più di una perplessità lo scenario industriale e manifatturiero sul quale si basa lo studio commissionato da Arera sul piano di metanizzazione della Sardegna”: è quanto rileva la Filctem Cgil regionale annunciando sin da ora che presenterà formalmente le considerazioni del sindacato, come previsto dalla procedura di consultazione, entro il 21 settembre. Nel frattempo, la Filctem Cgil chiede l’immediata riconvocazione del tavolo sulla decarbonizzazione al Mise.

Secondo il segretario Francesco Garau, c’è una gravissima contraddizione nella soluzione ipotizzata (il trasporto su camion al posto della dorsale) qualora il fabbisogno non superasse 1,5 miliardi di metri cubi: lo studio la reputa economicamente più vantaggiosa e mette in secondo piano la questione ambientale che è e deve invece restare prioritaria se davvero l’obiettivo è inserire la Sardegna nel contesto della strategia energetica nazionale ed europea che tende alla massima sostenibiltà”.

In ogni caso, “giocare sul limite del fabbisogno di 1,5 miliardi di metri cubi all’anno significa negare a priori un solido piano di sviluppo alI’Isola”, ha aggiunto Garau sottolineando che “soltato la ripartenza di Eurallumina, data per certa di recente anche dalla sottosegretaria Todde, produrrà un volume di 600 milioni di metri cubi, perciò c’è qualcosa che non torna nelle previsioni che sembrano accompagnare lo studio”.

Al contrario, non c’è nulla di estremo nella necessità di produrre una quantità di energia termica per soddisfare le esigenze del sistema produttivo in via di rilancio e delle tante imprese manifatturiere che potrebbero nascere se solo gli venisse data l’opportunità di un approvvigionamento sicuro, capillare, ambientalmente sostenibile e a costi competitivi, come solo la dorsale può garantire.

Sul punto la Filctem Cgil è decisamente critica: “E’ inaccettabile che quando si tratta di investire risorse in infrastrutture per la Sardegna prevalgano le ragioni economiche in totale dispregio di quelle ambientali”. Oltretutto, conclude il segretario, “da una parte ci propinano una soluzione altamente inquinante come il trasporto del metano su gomma, dall’altra ci raccontano di un orizzonte a lungo termine verde come le rinnovabili e l’idrogeno, avanzando fin da ora dubbi sul riutilizzo della dorsale fondati su studi del tutto preliminari”. Cos’altro è se non fumo negli occhi?