Sicurezza, il 28 maggio la mobilitazione davanti alle Prefetture

Sono state 27 le denunce di incidenti mortali sul lavoro nel 2020 in Sardegna, otto in più rispetto all’anno precedente secondo dati Inail ancora in aggiornamento che, mostrano, inoltre, un decremento degli infortuni denunciati: da 13 mila 356 a 11 mila 256. A questi si aggiungono le denunce di malattie professionali, 4 mila 969 nel 2019, 4 mila 101 nel 2020. Un quadro per nulla confortante secondo la Cgil, soprattutto se calato nel contesto dell’emergenza sanitaria e della sospensione temporanea di alcune attività lavorative.

Il tema ha assunto negli ultimi tempi una attenzione particolare a livello nazionale, con Cgil, Cisl e Uil uniti nel rivendicare un patto sulla sicurezza tra governo, sindacati e imprese, a partire dalla piattaforma stilata in sette punti da finanziare anche con il Pnrr e i fondi per la coesione europei e nazionali. L’obiettivo è anche scongiurare il tentativo in atto di modificare, peggiorandola, la normativa sulla appalti.

In questo contesto si inserisce la mobilitazione “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro” avviata il 20 maggio con una serie di iniziative nei luoghi di lavoro per arrivare all’attivo dei rappresentanti della sicurezza (Rls e Rlst) e dei delegati (Rsu e Rsa) organizzata stamattina dalla Cgil regionale, e infine, per concludersi domani con i presidi organizzati da Cgil, Cisl e Uil della Sardegna in concomitanza con iniziative simili in tutta Italia. Sarà l’occasione anche per protestare contro lo sblocco dei licenziamenti a fine giugno paventato dal governo nazionale.

Quattro gli appuntamenti previsti nell’Isola: a Cagliari in piazza del Carmine, davanti alla sede del rappresentante del Governo nazionale, dalle 10 alle 13; a Sassari davanti alla sede della Provincia in piazza Italia, dalle 10 alle 12; a Nuoro in via Attilio Deffenu davanti alla Prefettura dalle 10 alle 12 e a Oristano, dalle 9 e 30 alle 11, sempre davanti alla Prefettura, in Via Beatrice D’Arborea.

L’attenzione del sindacato sul tema della sicurezza è massima e si esplica attraverso l’attività di centinaia di delegati che quotidianamente svolgono la loro attività nei luoghi di lavoro. A livello regionale e sulla scia della piattaforma nazionale, Cgil, Cisl e Uil elaboreranno una proposta da sottoporre alla Regione e alle parti datoriali.

La formazione dei lavoratori ma anche dei datori di lavoro rappresenta il punto numero uno delle rivendicazioni sindacali che sottolineano anche la necessità di inserire la materia Salute e sicurezza nei programmi scolastici. Altri punti qualificanti della piattaforma sono gli investimenti in ricerca e tecnologia per rendere i dispositivi di sicurezza sempre più innovativi, il potenziamento del sistema ispettivo, la realizzazione di un’anagrafe Inail dei responsabili per la sicurezza (Rls e Rlst) e il rafforzamento della loro presenza in tutti i luoghi di lavoro. Fra i sette punti inoltre, la valorizzazione della contrattazione per definire orari, turni e organizzazione del lavoro come elementi di prevenzione degli incidenti, la qualificazione delle imprese in base al rispetto delle norme e dei contratti.