Ente Acque della Sardegna in stallo, a rischio attività quotidiane e bilancio

Ente Acque della Sardegna in stallo, a rischio attività quotidiane e bilancio
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“Alla storica carenza di organico dell’Enas, (Ente Acque della Sardegna) si somma l’impossibilità di assumere il nuovo personale previsto nel Piano del Fabbisogno 2022, oltre al gravissimo stallo di tutte le normali attività e dei necessari obblighi normativi a cui l’Ente è soggetto”: la denuncia arriva dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Uil Fpl e Fesal Ras che hanno inviato una richiesta di incontro urgente al presidente della Giunta e all’assessore ai Lavori Pubblici.

“Esprimiamo forte preoccupazione – si legge nella lettera – per lo stato di assoluta precarietà in cui versa l’Ente Acque della Sardegna, dato che dal 16 febbraio è privo del Rappresentante legale, e dal 10 aprile anche del Direttore generale”. Secondo le organizzazioni sindacali la situazione, preoccupante per una qualunque pubblica amministrazione, è resa ancor più grave dalla natura dei servizi tecnici fondamentali che l’Enas deve erogare in prossimità del riavvio della stagione irrigua.

“A questo si aggiunge – proseguono Fp Cgil, Uil Fpl e Fesal Ras – che l’Ente è in questo momento impegnato nell’assolvere agli impegni derivanti dagli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la cui attuazione richiede coerenza, continuità e snellezza delle procedure, che solo l’Organo di indirizzo politico e la Direzione generale in pienezza di poteri possono garantire”.

L’Enas si trova inoltre in una fase di riorganizzazione che ha visto l’unificazione di due servizi e l’attribuzione di funzioni dirigenziali ad interim per sopperire alla mancanza di dirigenti: “una carenza che si somma alle ormai croniche lacune dell’organico, a mala pena tamponate negli ultimi due anni dal prestito dei lavoratori ex Esaf riassunti dalla Regione e dall’assegnazione temporanea di personale proveniente da Forestas”. In questo contesto, la mancata nomina del Rappresentante legale impedisce l’adozione di importanti atti come il bilancio, da cui dipende ad esempio l’improrogabile attuazione delle nuove assunzioni previste nel Piano del Fabbisogno 2022, e la mancata designazione del Direttore generale non consente il corretto inserimento e il proficuo contributo dei lavoratori assegnati temporaneamente, che si ritrovano a iniziare la nuova attività in un quadro organizzativo precario, con il risultato di creare ulteriori elementi di confusione e di inefficienza.

Per tutte queste ragioni i sindacati chiedono a presidente della Giunta e all’assessore regionale un intervento urgente per superare lo stallo attuale e affrontare una fase di rilancio e riorganizzazione che dia risposte concrete sul piano della operatività e della specificità e competenza richiesta all’Ente. Nel frattempo, le organizzazioni valuteranno tutte le azioni utili per arrivare alle soluzioni auspicate.