Marco Bertuccelli, esperto del settore Trasporti
Venerdi 19 Settembre 2014
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L’Altra Sardegna marzo aprile 2012 
Intervento di Marco Bertuccelli, esperto del settore Trasporti
 
Il futuro del turismo è il trasporto aereo
 
Nel nuovo Piano nazionale degli aeroporti, lo scalo di Cagliari è considerato “strategico”, Olbia e Alghero sono tra i “primari”. Una posizione di tutto rispetto nel panorama nazionale, anche se decisamente migliorabile. Ad esempio, con l’adeguamento dei collegamenti aeroporto-città, l’allungamento della pista a Olbia, la promozione di sistemi di co-modalità di trasporto, con iniziative per attrarre investimenti e nuove rotte (qui è importante anche il ruolo di marketing delle società di gestione). Negli ultimi cinque anni il traffico passeggeri è cresciuto del 22,8 per cento, (più del doppio di quello nazionale, 9,24 per cento), da 5.771.627 a 7.087.833. Il traffico internazionale è in crescita, ma nel 2011 rappresentava solo il 27 per cento del movimento complessivo (a livello nazionale superava il 56 per cento). Il 2007 segna una svolta nel trasporto in Sardegna: è l’ultimo anno che vede il numero dei passeggeri trasportati via mare superiore a quelli per via aerea (il 51,31 di traffico su nave). Nel corso degli anni la percentuale di traffico aereo cresce sino ad arrivare al 60 per cento nel 2011, mentre quella del trasporto su nave (complice l’aumento dei prezzi del comparto marittimo) registra un crollo di 21 punti rispetto al 2007. Degli oltre 7 milioni di passeggeri aerei del 2011, più del 52% è transitato da Cagliari, circa il 27% Olbia ed il 21% Alghero. Gli aeroporti del nord Sardegna prevalgono nel movimento internazionale, con il 59 per cento. I primi cinque Paesi di provenienza sono Germania, Gran Bretagna, Spagna, Francia e Svizzera. La Gallura ha il primato del complesso di passeggeri (nave e aereo) con 5.422.858 (nave 3.458.162 - aereo 1.874.696), Cagliari 4.028.883 (nave 330.000 - aereo 3.698.883), Alghero-Porto Torres 2.374.185 (nave 859.931 - aereo 1.514.259). Sceglie l’aereo il 92% di chi transita a Cagliari, percentuale che scende al 35% in Gallura, dove resta preponderante il vettore marittimo. Oltre a questi dati, è interessante osservare quelli relativi alle spese e alle giornate di vacanza dei cittadini europei. Nel 2010 le giornate di vacanza sono state un miliardo, di cui 231 milioni fatte all’estero e, fra queste, 51 milioni per vacanze di breve durata (fino a 3 giorni). I turisti tedeschi, inglesi, spagnoli e francesi, (maggiori frequentatori della Sardegna), hanno trascorso all’estero oltre 145 milioni di giornate di vacanza, di cui oltre 26 milioni fino a tre giorni, spendendo circa 111 miliardi di euro su 180 miliardi di spesa turistica complessiva per vacanze trascorse all’estero. Le giornate di vacanza degli italiani (dato 2009) sono state 81 milioni, di cui ben 66 milioni trascorse in Italia (spesa complessiva 19 miliardi di euro) e di queste circa 38 milioni di durata breve.
 
Emerge chiaramente un dato, che ha valore anche in Sardegna: il trasporto aereo appare oggi come la modalità più efficace e efficiente per favorire la mobilità e incrementare il movimento turistico. Ciò vale particolarmente nei periodi non estivi, rendendo quindi possibile l’allungamento della stagione come già avviene nelle vicine Baleari. I punti di forza sono: diffusione degli aeroporti e vicinanza alle grandi città, dove frequentemente il viaggio inizia o termina; ottimale localizzazione degli aeroporti in Sardegna (Cagliari a sud, Olbia a nord-est, Alghero a nord-ovest e Tortolì a sudest) per servire in tempi brevi tutti i territori; tempi di viaggio ridottissimi (i Paesi europei si possono raggiungere entro massimo tre ore) mentre la traversata marittima più breve (Olbia-Civitavecchia) dura sei ore a cui è da aggiungere il percorso terrestre. Un elemento interessante, quello del tempo, perché permette di raggiungere la Sardegna anche per vacanze brevi, il classico week-end, una tipologia di vacanza che, come raccontano i dati, ha riguardato 51 milioni di giornate per gli stranieri e 38 milioni per gli italiani.
 
Oltre ai tempi, occorre considerare i costi: grazie alla concorrenza, ai voli low cost ed alla continuità territoriale oggi è spesso più conveniente l’aereo rispetto al traghetto le cui tariffe hanno subito forti aumenti in larga parte imputabile all’incremento del costo del carburante che ha reso poco remunerativa, se non in perdita, la gestione della nave soprattutto in periodi di scarso traffico. L’aereo, al contrario, non solo è riuscito a ridurre i consumi di carburante - il cui costo costituisce comunque un freno per la crescita - ma ha conseguito un maggior indice di riempimento, grazie alla preferenza accordatagli dai viaggiatori, ottenendo anche benefici sull’assegnazione gratuita di quote di CO2. Ora non c’è dubbio che la Sardegna sia in grado di offrire un prodotto turistico straordinario, in particolare per il suo ambiente e percorsi naturalistici. L’Isola infatti risulta ai primi posti tra le regioni italiane per le superfici destinate a parchi, aree marine protette, zone umide di importanza internazionale, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale dell’avifauna, aree archeologiche. Insomma paesaggi, costieri e interni, di incomparabile bellezza. Si tratta di requisiti essenziali per un turismo di qualità ma che, da soli, non sono sufficienti per attrarre un numero crescente di turisti e, soprattutto, allungare la stagione; un obiettivo quest’ultimo che, evidentemente, richiede soluzioni innovative e sicuramente una politica integrata del turismo. Le osservazioni svolte sui dati del movimento della navigazione marittima e aerea e sugli altri dati statistici offrono una traccia per proposte e programmi che, se consideriamo il preoccupante calo dei primi dati del traffico 2012, andrebbero attivati con urgenza avendo sempre presenti la salvaguardia e la protezione dell’ambiente. Prima di tutto occorre una politica che garantisca trasporti efficienti, sicuri e intermodali, con applicazione di tariffe economicamente accessibili (particolarmente le aeree), per incrementare gli indici di mobilità, obiettivo che oggi potrebbe essere favorito dalla istituzione dell’ Autorità per i trasporti indipendente. Poi occorrerebbe promuovere l’immagine e la visibilità dell’Isola – mettendo tutto on-line - e rendere disponibili proposte più allettanti “tutto compreso” nei mesi di bassa e media stagione, magari rivolte a particolari gruppi sociali (terza età, scuole, congressisti, ecc.). Infine, sarebbe utile realizzare marchi certificati dei luoghi di ristorazione e delle le strutture ricettive che rispettino criteri ambientali, sociali, economici, valorizzino cultura e produzioni locali e promuovano la formazione certificata dei lavoratori. 
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