Martino Contu, direttore Centro studi Sea
Lunedi 22 Settembre 2014
Condividi con:
Ti piace
355
Non ti piace
321
L’Altra Sardegna dicembre 2013
 
Intervento di Martino Contu, direttore Centro studi Sea
 
Storia di una Sardegna che non c’è più
 
Dieci anni di ricerche e pubblicazioni che hanno raccontato la storia e la società degli ultimi secoli, nella prospettiva di una Sardegna centro di relazioni nel cuore del Mediterraneo. Questa, in estrema sintesi,la traccia lasciata nell’ultimo decennio dal Centro Studi Sea, che ho fondato nel 1998 a Villacidro insieme a un gruppo di coraggiosi ricercatori. Si inserisce in questo progetto la pubblicazione, “Studi,ricerche e contributi storiografici sulla Sardegna contemporanea”,edita da Aipsa in collaborazione con il Centro Studi Cgil. Il volume raccoglie dieci saggi, di cui due inediti che appartengono a tre distinti filoni di ricerca sui quali il Centro Studi Sea ha fornito e continua a fornire il proprio contributo storiografico:attività estrattiva, concessioni minerarie e imprenditori dell’industria del sottosuolo in Sardegna tra Settecento e Ottocento;le fonti dell’emigrazione e l’emigrazione antifascista isolana all’estero in età contemporanea; sindacati,organizzazioni di categoria e politiche statali e regionali a sostegno dei lavoratori espulsi dal processo produttivo dell’industria chimica negli anni settanta e novanta del Novecento.
 
Nella prima parte del libro, l’autore ripercorre le vicende connesse allo sfruttamento minerario della Sardegna a partire dal Settecento,con i primi concessionari minerari,il cagliaritano Pietro Nieddu e il ligure Giovanni Stefano Durante,per poi descrivere il processo attraverso il quale, nell’Ottocento,l’industria mineraria fu destinata ad assumere un ruolo dirompente,con uno spostamento dell’asse produttivo dal mondo agro-pastorale a quello minerario-industriale e con una concentrazione di capitali,soprattutto stranieri, mai vista in precedenza. Nella seconda metà del XIX secolo, con lo sviluppo di una produzione rivolta soprattutto al mercato nazionale e internazionale,prese corpo progressivamente un processo di stratificazione sociale,con la formazione di un primo proletariato industriale e la nascita delle prime forme di organizzazione sindacale.
 
La seconda parte del volume affronta il tema dell’emigrazione all’estero nei primi decenni del Novecento favorita da motivi economici e l’emigrazione antifascista degli anni venti e trenta del XX secolo diretta in Corsica e negli Stati Uniti d’America. In particolare, ho ricostruito la vicenda biografica del social-comunista Giovanni Meloni, originario del centro minerario di Guspini, che emigrò a New York negli anni venti poiché antifascista. Nella grande città americana Meloni aprì una bottega di sartoria, frequentata da attori,politici come Franklyn Roosvelt jr.e Fiorello La Guardia (sindaco diNew York), da due illustri emigrati italiani, lo scienziato Enrico Fermi e il musicista Arturo Toscanini, edallo scienziato Albert Einstein, al quale l’artigiano di Guspini confezionò anche l’abito per il suo funerale. Negli anni sessanta, il sarto antifascista si trasferì nella cittadina di Saint Petersburg, in Florida,della quale fu amministratore civico,ricoprendo la carica di primo assessore e di vice sindaco.
 
La terza parte, invece,è dedicata sia alle politiche adottate dalla Fiom-Cgil territoriale di Cagliari nel periodo1970-2000 per rallentare la crisi dell’industria chimica e per trovare alternative alla crisi del comparto industriale della Sardegna, sia alle iniziative dell’Insar, una società per azioni sorta nel 1981, con partecipazione maggioritaria Eni e Gepi, per dare una risposta alle centinaia di lavoratori sardi che erano stati espulsi dal processo produttivo a seguito della crisi del gruppo chimico della Sir. Il compito dell’Insar, che consisteva nel reimpiegare i lavoratori Sir in nuove iniziative da realizzare in Sardegna, nel corso degli anni novanta si trasformò da soggetto di mero reimpiego a strumento disviluppo economico della Sardegna e di attuazione delle politiche del lavoro. Infatti, dal 1997, l’Insar continuò a sviluppare azioni, esperienze e competenze, oltre che nell’ambito delle attività tradizionali, in tutti gli altri ambiti della politica attiva del lavoro, iniziando a coglierei primi frutti come agenzia di servizi remunerati. Così scrive Giampaolo Atzei nella Prefazione al libro: “In questo ricco quadro di ricerche e stimoli culturali,l’autore propone uno spaccato puntuale dei dieci anni di attività editoriale sia personale che dell’istituto da lui diretto, valorizzandola storia della Sardegna contemporanea,inclusa la storia dei suoi rapporti con altre realtà poste al di là dei ristretti confini dell’insula, attraverso lo studio di fonti inedite o poco note, ossia attraverso l’attività di “scavo” presso archivi pubblici e privati non solo sardi e italiani ma anche esteri, nel quadro di un contesto internazionale, quello del bacino del Mediterraneo, di cui la Sardegna è parte integrante, e di un continuo confronto con altre realtà insulari e peninsulari del Mare Internum e delle sue propensioni atlantiche”.
Materiale