PRIMO INCONTRO SULLA FINANZIARIA
Giovedi 09 Ottobre 2008
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Questa sera alle 18 e 30 ci sarà il primo incontro tra il presidente della Regione, la Giunta e i sindacati sulla Finanziaria 2009. «E’ l’ultima di questa Giunta – ha detto il segretario generale della Cgil Giampaolo Diana – e proprio per questo è indispensabile che ci sia un forte coinvolgimento delle parti sociali, portatrici di interessi generali». Il timore del sindacato è che, come spesso accade alla fine delle legislature, la monovra finisca per essere uno strumento di distribuzione di risorse, senza un criterio razionale ma rivolto a rispondere ad esigenze di carattere elettorale.
«La Finanziaria – ha detto Diana – prima di tutto dovrà investire in due direttrici, da una parte le politiche di sviluppo e di crescita economica sociale, dall’altra proseguire l’opera di risanamento che si è realizzata in questi anni».
«Negli ultimi due anni sono state messe a disposizione risorse ingenti – fa notare il segreatraio della Cgil – ma non ci sono strumenti capaci di monitorare costantemente l’azione di Governo e il raggiungimento degli obiettivi». Se nell’ultima manovra ad esempio, anche con l’approvazione del sindacato, la Regione ha investito molte risorse per combattere la dispersione scolastica, si può dire oggi, pur non avendo dati di riscontro precisi, che quell’intervento non ha prodotto il risultato atteso, infatti il dato sulla dispersione è rimasto molto alto. E se pensiamo alle risorse dell’articolo 6 della finanziaria 2008, costato un durissimo confronto tra Giunta, sindacati e maggioranza, gli indicatori sul mercato del lavoro, non solo non sono migliorati ma sono peggiorati. Non dobbiamo pensare a nuove leggi che ci sono e vanno attuate, ma occorre monitorare la spesa e verificare l’efficacia degli strumenti utilizzati.
 
Domani, in occasione di questo primo incontro, Diana chiederà al presidente della Regione di chairire in quale misura gli interventi delle precedenti Finanziarie hanno influito e con quale ricaduta, a che punto è il raggiungimento degli obiettivi.
 
La Cgil ritiene che occorra investire sulle politiche di sviluppo rimuovendo i fattori negativi che condizionano le attività produttive (infrastrutture), finanziare l’istituzione dei distretti rurali, anche per contrastare lo spopolamento delle zone interne. Occorrono inoltre politiche del credito e dei trasporti, interventi sociali strutturati, come la politica abitativa e, in una regione con il tasso di natalità fra i bassi d’Italia, un’attenzione particolare per i servizi rivolti alla famiglia e per l’occupazione femminile.