Dopo la scuola, pubblico impiego in sciopero
Martedi 04 Novembre 2008
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Il 14 novembre ci sarà la manifestazione regionale a Cagliari per lo sciopero generale del pubblico impiego. Dopo la giornata di mobilitazione di ieri che ha coinvolto le regioni del centro Italia, sono previsti altri due scioperi dei lavoratori del settore pubblico: venerdì 7 nelle regioni del nord e il 14 in quelle del sud e isole.  
Nelle assemblee che si stanno svolgendo in questi giorni nei luoghi di lavoro emerge un forte dissenso dei lavoratori per i contenuti del protocollo firmato dalle altre sigle sindacali, e un′adesione massiccia alle ragioni dello sciopero confermato da Cgil e Uil.
L’accordo sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego non è stato sottoscritto da otto sigle sindacali che, nell’insieme, contano più del 51 per cento della rappresentatività. La Fp Cgil e la Fpl Uil non hanno sottoscritto l’intesa giudicandola inaccettabile in quanto gli aumenti medi mensili di 8 euro al mese per il 2008 e per il 2009 di 40 euro nette più 10 per la produttività, sono lontani dal tasso di inflazione reale, dalle piattaforme unitarie che chiedono aumenti di 130 euro, e dai risultati raggiunti con il precedente governo di 101 euro, ottenuti dopo uno sciopero generale con manifestazione a Roma.
 
Con il protocollo, da gennaio 2009, migliaia di lavoratori pubblici avranno lo stipendio ridotto perchè il recupero di appena il 30 per cento delle risorse tagliate dai fondi per la produttività sommato agli aumenti previsti, non coprono i tagli. A fronte di un aumento di 40 euro netti, un vigile urbano subirà un taglio di 80 euro della produttività, un infermiere turnista un taglio di 120 euro mensili; per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici, il taglio sarà dalle 80 alle 250 euro mese. Sui tagli c’è un generico impegno del governo a recuperare in futuro le risorse ma è già previsto un ulteriore taglio strutturale del 20 per cento dal 2010.
 
Dal primo luglio 2009, 57 mila precari saranno licenziati. Per quanto riguarda l’efficienza e le riforme della pubblica amministrazione, contrariamente a quanto annunciano i firmatari, non c’è un capoverso, comma o traccia in tutto il protocollo.