Chimica in svendita: «Intervenga la Regione»
Martedi 11 Novembre 2008
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Un incontro urgente al presidente Soru affinchè la Regione sostenga la battaglia contro labbandono della chimica sarda da parte dell’Eni: è la richiesta reiterata dalla Cgil confederale e dalla Filcem regionale dopo l’incontro avvenuto ieri al ministero dello Sviluppo economico durante il quale il Governo nazionale ha ribadito la volontà di favorire il passaggio dell’intera filiera del cloro soda da Ineos a Sartor. La Cgil promette battaglia: «Non accetteremo che gli stabilimenti di Porto Torres e Assemini vengano dismessi a vantaggio di altri territori».
Secondo il sindacato, il gruppo veneto non è in grado di garantire alcuna prospettiva al comparto in Sardegna, dove c’è l’impianto più moderno d’Italia capace di soddisfare il fabbisogno nazionale di cloro soda. La soluzione passa per un intervento dell’Eni che, come grande gruppo industriale del Paese può e deve garantire lo sviluppo della chimica.
«L’Eni fa profitti altissimi, li fa con il gas e il petrolio, con l’energia, nel frattempo si scrolla di dosso ogni pezzo di industria chimica – denuncia il segretario generale della Cgil Giampaolo Diana – non si può lasciare che l’Eni, società partecipata dal ministero dell’Economia, investa sul petrolio e abbandoni la chimica».
L′auspicio del sindacato è che la presenza dello Stato in Sardegna si manifesti con un concreto intervento a sostegno prima di tutto della chimica e della metallurgia.
«Non c′è tempo da perdere – avverte  il segretario della Filcem Giorgio Asuni – perchè la partita si giocherà nei prossimi dieci giorni  e se da una parte il Governo nazionale annuncia l’intervento pubblico per aiutare le banche, dall′altra non fa nulla per l′economia reale garantita dallo sviluppo industriale»