Diana: «Inaccettabile la chiusura del petrolchimico»
Martedi 25 Novembre 2008
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La Cgil annuncia sin da ora azioni di lotta straordinaria per contrastare la decisione dell’Eni di chiudere il petrolchimico di Porto Torres a dicembre e gennaio. «E′ una scelta grave e irresponsabile – denuncia il segretario della Cgil Giampaolo Diana – due mesi di fermata qui in Sardegna ma neanche un giorno negli altri tre stabilimenti d’Italia, è evidende la volontà dell’Eni di sbarazzarsi definitivamente della chimica sarda». L′invito del sindacato va a Regione, istituzioni, partiti, politici e parlamentari di destra e sinistra affinchè si mobilitino, anche con iniziative di carattere straordinario, per convincere il Governo nazionale a intervenire sull′Eni.  
La Cgil aveva già denunciato l’annunciata chiusura delle produzioni di fenolo e cumene per un intero anno, una scelta che non può essere motivata da un eccesso di produzioni ma che risponde a un disegno ben definito dell’Eni si smantellare il comparto in Sardegna. 
 
Il sindacato reitera la richiesta al Governo nazionale di fare pressioni sull’Eni affinchè ci sia una netta inversione di tendenza.
«E’ indispensabile aprire subito un tavolo a Palazzo Chigi sulla chimica nazionale, al quale dovranno partecipare anche la Regione e i sindacati».
Alla Regione il sindacato chiede di intervenire con forza, anche con iniziative di carattere straordinario che palesino quanto sia intollerabile anche per la stessa Regione l’atteggiamento dell’Eni. Sono in gioco le buste paga di 3500 lavoratori – 1000 diretti e 2500 dell’indotto – una situazione di vera e propria emergenza sociale.