Crisi: 6323 cassintegrati, un terzo in pił del 2007
Mercoledi 26 Novembre 2008
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Aumentano i lavoratori in cassintegrazione, 6323 nel 2008, un terzo in più rispetto all′anno prima. I dati elaborati dalla Cgil regionale riflettono la grave crisi economica della Sardegna ed evidenziano come oggi siano in affanno anche settori tradizionalmente dinamici, l′edilizia e la grande distribuzione.  
I lavoratori in cassa integrazione sono 1456 nella Provincia di Cagliari (divisi tra 20 aziende) , 548 a Sassari (18 aziende) , 1611 nel nuorese (23 aziende) , 244 a Oristano (9 aziende) , 544 nel Medio Campidano (8 aziende) , 885 nel Sulcis Iglesiente 820 aziende), 42 in Ogliastra (2 aziende) e 993 in Gallura (21).
In tutto sono 121 le aziende in crisi, di cui 30 della grande distribuzione.
 
Dai dati emerge che anche una provincia considerata economicamente dinamica come la Gallura mostra evidenti segni di crisi con quasi 1000 lavoratori fuori dal ciclo produttivo e 21 aziende in difficoltà.
Una conferma, purtroppo, il dato sui territori di Nuoro e Sulcis che già da tempo mostrano i segnali di affanno più gravi. In difficlotà tutte le aziende energivore. Fra i settori, entrano nella graduatoria anche quelli tradizionalmente slegati dai processi di crisi come l’edilizia.
 
«I dati confermano che in Sardegna si è chiuso il ciclo legato alla programmazione negoziata (contratti d’area e di programma) che ha visto nascere e morire molte aziende – ha detto Piero Cossu, della segreteria regionale Cgil sottolineando anche i problemi infrastrutturali, gli alti costi energetici e di trasporto che incidono pesantemente sul sistema economico. «Serve una inversione di tendenza a 360 gradi – ha detto Cossu – con intevestimenti nei settori produttivi e politiche che mettano in moto i consumi»