Oltre trentamila a Cagliari per lo sciopero generale
Venerdi 12 Dicembre 2008
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In Sardegna l’adesione allo sciopero generale della Cgil è stata altissima: a Cagliari hanno manifestato in trentamila. In prima fila nel corteo c’erano i lavoratori del petrolchimico, dal Sulcis sono arrivati i minatori insieme a tutti i lavoratori del polo industriale e così dal nuorese che subisce una crisi profonda nella chimica come nel tessile. Insieme agli operai hanno sfilato gli insegnanti della scuola, gli agricoltori, i manovali dell’edilizia, gli immigrati, i lavoratori del pubblico impiego. E non c’erano solo tesserati Cgil, perché è stata significativa anche la presenza degli studenti, delle scuole e delle università sarde. Il video
Nell’intervento in piazza del Carmine il segretario della Cgil Giampaolo Diana ha detto «la Sardegna non si rassegna, lotta per un futuro migliore per i suoi figli, in questa piazza c’è la parte più sana della società, il mondo del lavoro, i pensionati, gli studenti».       
 
«Siamo qui – ha detto Diana – per difendere la scuola e la sanità pubblica, i redditi da lavoro e pensione, e per dare voce ai precari ai quali sono negate le tutele e i diritti elementari a partire dagli ammortizzatori sociali. Siamo insieme agli studenti e ai loro genitori per dire no ai tagli dei fondi per la scuola, per dire no alla trasformazione delle università in fondazioni private. La Cgil chiede risorse per l’edilizia scolastica e investimenti sull’istruzione perché «non vogliamo che diventi un privilegio per pochi». In Sardegna non si possono tollerare i tagli «perché la dispersione scolastica è la più alta d’Italia e il numero di diplomati e laureati è tra i più bassi del Paese».
 
In questa situazione difficile per la Sardegna la Cgil chiede anche alla Regione di fare la propria parte mettendo a disposizione da subito tutte le risorse disponibili a sostegno dello sviluppo e del reddito. «E’ un fatto grave – ha detto Diana – che proprio ieri si sia deciso per l’esercizio provvisorio sino a marzo: non è di questo che la Sardegna ha bisogno ma di avere spendibili quelle risorse quanto prima, possibilmente dal primo gennaio. Non sta a me e non sta a noi entrare nel merito delle ragioni che hanno determinato la crisi politica in Regione, tuttavia, non possiamo non manifestare tutta la nostra preoccupazione per i rischi che questa determina».
Secondo la Cgil non sarà facile difendere la chimica, la metallurgia, il tessile, l’agroalimentare, per questo «serve il concorso di tutti, a partire da un Governo regionale nel pieno delle sue funzioni».
«Con il rispetto dovuto alle forze politiche che governano la Regione, alle istituzioni, alla giunta, al presidente, di cui abbiamo apprezzato tanta parte dell’azione di governo – conclude Diana .– chiediamo di trovare nelle difficoltà che attraversano l’isola le ragioni per superare questo momento e ridare velocemente un governo alla regione, che approvi quanto prima la Finanziaria e sia al fianco di questo movimento che il solo obiettivo di lottare per migliorare le condizioni di vita dei sardi.