Petrolchimico: manifestazione a Roma, poi lo sciopero
Lunedi 19 Gennaio 2009
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«Spacciare la riapertura del cracking come la messa in salvo del petrolchimico di Porto Torres è un offesa all′intelligenza dei lavoratori, che sanno distinguere le promesse elettorali dai fatti concreti e tangibili»: lo ha detto il segretario della Camera del Lavoro di Sassari Antonio Rudas, stamattina al direttivo della Filcem territoriale durante il quale ha anche sottolineato di condividere la proposta, rilanciata dal segretario Uil agli stati generali, di una manifestazione a Roma a fine gennaio perchè «nonostante le parole e le promesse, il tavolo nazionale sulla chimica, preceduto da quello tecnico su Porto Torres, non è stato ancora convocato».
Durante la riunione, nella quale è stata ribadita la conferma dello sciopero del 13 febbraio insieme a Cisl e Uil, i sindacalisti hanno rimarcato la necessità di mantenere unito il fronte sindacale, auspicando che istituzioni e associazioni economiche e di categoria del territorio facciano altrettanto. 
«L′impianto di Porto Torres – si legge in una nota della Cgil di Sassari – per stessa ammissione dell′ Eni si è fermato a causa di un incidente (un compressore andato in blocco), peraltro sapevamo che i lavoratori sospesi in cassa integrazione da Polimeri sarebbero rientrati già dal primo febbraio. L′unica novità dell′intervento di Berlusconi è costituita dall′accettazione da parte del Governo della fermata degli impianti di cumene e fenolo e si tratta di una conferma sciagurata, che prelude all′abbandono della chimica da parte dell′Eni. Una strategia che persegue con cieca e irresponsabile determinazione attraverso la progressiva chiusura degli stabilimenti Italiani a partire da quello di Porto Torres. In questa situazione è fin troppo facile prevedere che dopo le elezioni regionali verranno aperti i cancelli della fabbrica ma solo per farne uscire gli operai a frotte».