Giunta-sindacato: un rapporto da costruire
Martedi 22 Luglio 2014
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Giunta-sindacato: un rapporto da costruire

 “Rapporti ancora da costruire, con una apertura al dialogo che stenta a realizzarsi nei modi più appropriati e produttivi”: il segretario generale Michele Carrus commenta nel giornale Cgil L’Altra Sardegna lo stato dei rapporti con la Giunta e il presidente Pigliaru. “Abbiamo assistito a molte iniziative politiche e assessoriali delle quali stentiamo a vedere il filo conduttore – scrive - con l’apertura di tavoli e audizioni caratterizzati da troppe incertezze d’interlocuzione con differenti soggetti sociali, ritrovandoci chiamati a svolgere una sintesi che, così, diventa molto più difficile”.

Da qui la precisazione: “Per noi è al sindacato confederale, in forza della sua dimensione e struttura rappresentativa, che appartiene il compito di trovare soluzioni e percorsi su cui s’incanalino le diverse istanze territoriali e settoriali e crediamo che non sia politicamente lecito né produttivo confondere i ruoli e i piani del confronto sociale, come una notte in cui tutte le vacche sono nere.”
 
Secondo Michele Carrus ci sono scelte - come lo spostamento di risorse da una destinazione ad un’altra (per esempio, i fondi del Piano lavoro verso l’edilizia scolastica) oppure la nuova impostazione dei rapporti finanziari con lo Stato che modificano il Patto di stabilità - che anche quando apprezzabili non possono essere poste davanti agli occhi di tutti come un fatto compiuto, perché hanno effetti duraturi sulle politiche di bilancio e producono ricadute sociali rilevanti che meriterebbero, invece, un’ampia condivisione politica e sociale, dal momento che condizionano l’ambito d’azione, presente e futura, dell’una e dell’altra rappresentanza.
 
E ancora: “Gli interessi generali dei sardi non stanno dentro un’utilitaria a due posti (la Giunta e la maggioranza politica che la esprime), ma piuttosto dentro un autobus almeno a due piani, i cui passeggeri hanno diritto e dovere di concorrere alla scelta della destinazione e di suggerire il percorso migliore per raggiungerla, non solo di cambiare autista quando bisogna farlo. Si chiama democrazia liberale, anche se di questi tempi sembra non andar molto di moda”.
 
Nelle conclusioni, il segretario riconferma la disponibilità al dialogo confidando nel presidente Pigliaru e nella sua capacità di coinvolgere effettivamente i grandi soggetti collettivi, “ben sapendo che il sindacato ha molti modi per far sentire la propria voce e promuovere le proprie iniziative, finalizzandole costruttivamente alla ricerca delle migliori soluzioni che servono alla Sardegna per risollevarsi da questo declino, ma che servono molto anche al suo presidente e alla maggioranza che governa per andare avanti più sicuramente sulla strada delle riforme e dello sviluppo”.
 
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