Edilizia: "Settore da rilanciare nel rispetto del paesaggio"
Martedi 11 Novembre 2014
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Rilanciare l’edilizia rispettando ambiente e paesaggio: è un obiettivo possibile secondo la Cgil confederale e la Fillea regionale, da raggiungere individuando, per ogni intervento previsto, criteri stringenti di qualità architettonica e risparmio energetico. Oltre a questo, il sindacato propone di incentivare gli interventi per mettere in sicurezza aree a rischio idrogeologico, di potenziare e accorpare più uffici comunali per velocizzare le procedure.

Sono alcuni dei punti stilati da Cgil confederale e Fillea regionale nel documento sul ddl edilizia inviato stamattina all’assessore Erriu. Il sindacato sottolinea che  “è apprezzabile la scelta di intervenire con una legge ma, proprio per i riflessi che potrà avere su un settore fortemente in crisi, è importante definire con maggiore precisione gli  indirizzi”.
“Ci sono parametri – sottolineano Cgil e Fillea - che devono essere fissati chiaramente dalla legge, sia per le ristrutturazioni che per gli incrementi volumetrici: occorre garantire, e quindi vincolare gli interventi, al miglioramento della qualità architettonica, abitativa e dell’efficienza energetica. Vale nell’edilizia residenziale così come nelle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive: “Non esiste nel testo di legge - segnala il sindacato - alcun richiamo né alla qualità architettonica né alla riqualificazione energetica”. E ancora: “Con l’obiettivo di stimolare imprese  e manodopera sarda dovrebbero essere inserite una serie di condizioni per l’utilizzo di materiali locali, in particolare pietra e marmi, isolanti, carpenterie in metallo e legno, e di tipologie costruttive ispirate alla tradizione. Stessi criteri di qualità dovrebbero poi guidare gli interventi su volumi edificati in aree a elevata pericolosità idraulica o idrogeologica, che però devono poter contare su un trattamento di vantaggio: chi investe per spostare quei fabbricati in aree sicure deve poter contare su importanti premialità. 
Cgil e Fillea chiedono anche che sia inserito nella legge il rilancio dell’edilizia abitativa pubblica, con un impegno finanziario diretto della Regione e con il ricorso a fondi europei o nazionali: l’indisponibilità di case a canone sociale causa disagi e sofferenze a centinaia di persone, e spesso impedisce ai giovani disoccupati e precari di affrancarsi dalle loro famiglie. Cgil e Fillea chiedono inoltre che siano favoriti (anche con fondi Fesr e Fse) interventi di riqualificazione energetica e architettonica nei fabbricati di edilizia economico popolare.