Scuola: No a standard nazionali, Giunta faccia valere specificitÓ
Lunedi 17 Novembre 2014
Condividi con:
Ti piace
166
Non ti piace
147

  

“Ci saremmo aspettati una difesa della specificità più incisiva da parte della Giunta”: è il commento di Cgil Cisl e Uil sulle linee guida per il dimensionamento della rete scolastica presentate dall’assessore Firino. “Pur apprezzando la tempistica e alcuni obiettivi generali”, i confederali evidenziano infatti alcune criticità: “La scuola sarda va difesa con una azione forte di discontinuità con gli orientamenti del Governo centrale, facendo leva sulle ragioni di autogoverno dell’Isola sancite dalla nostra specialità statutaria”. Il riferimento è all’applicazione dei parametri imposti dal ministero che, per i sindacati, sono “assolutamente inadatti al nostro contesto geografico, demografico e sociale, e rischiano pertanto di ridurre l’offerta scolastica in una regione già pesantemente caratterizzata da alti tassi di dispersione e dallo spopolamento delle zone interne”. 
 
Oltre a ribadire la contrarietà al ridimensionamento dell’offerta scolastica così come imposto dagli standard nazionali, Cgil, Cisl  e Uil confederali e di categoria giudicano troppo stringenti e, quindi, sostanzialmente impossibili da raggiungere, i criteri individuati dall’assessore per la costituzione di nuove Autonomie scolastiche. Secondo le linee guida dovrebbero verificarsi due di queste tre condizioni: previsione di incremento della popolazione scolastica, condizioni oggettive di isolamento geografico, numero degli studenti disabili superiore al 4%. 
“E’ evidente – hanno detto Cgil, Cisl e Uil -  che sarà impossibile soddisfare le condizioni richieste, se resteranno questi i paletti non ci sarà alcun sistema di compensazione alla chiusura di cinquanta Autonomie scolastiche”.  Anche il tempo di percorrenza fissato per gli spostamenti degli studenti verso la scuola più vicina, 30/45 minuti, secondo il sindacato è troppo alto.
Il rischio è l’esasperazione di alcuni fenomeni che già condizionano negativamente i livelli di istruzione: pendolarismo e desertificazione del territorio, ma anche “le situazioni di disagio dei giovani alle quali dobbiamo invece rispondere con una forte presenza dei presidi scolastici”. Cgil Cisl e Uil segnalano l’aumento delle condizioni di rischio, legate anche alla grave situazione sociale ed economica in cui si trovano troppe famiglie. 
 
Pur apprezzando alcuni obiettivi indicati nelle linee guida (superare le pluriclassi, favorire la nascita di istituti tecnici superiori, potenziare i servizi scolastici, il tempo pieno, l’educazione per gli adulti), Cgil Cisl e Uil chiedono la piena realizzazione di un “federalismo educativo”, a difesa della scuola come presidio di vita civile e crescita di tutte le comunità dell’Isola. 
 
Ciò sarà possibile anche con una legge regionale sull’Istruzione, che definisca, potenziandoli, gli indirizzi regionali sul diritto allo studio, e superi il rito annuale del dimensionamento rilanciando invece  un nuovo progetto di autonomia scolastica. "Attendiamo di conoscere le idee e le proposte di riforma e rafforzamento del diritto all’istruzione da parte della Giunta", concludono i sindacati aggiungendo che "sarebbe utile puntare su intese istituzionali di programma che prevedano accordi condivisi tra Stato e Regione in materia di istruzione e delle reti dei servizi scolastici nel territorio".