Mobilitazione per il lavoro, Cgil, Cisl, Uil contestano la Giunta
Venerdi 23 Gennaio 2015
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“Una mobilitazione per il lavoro, perché giovani, disoccupati e precari non possono vivere di promesse”. E’ quanto deciso da Cgil, Cisl e Uil dopo la presa d’atto che “la Giunta, non solo mostra di non avere una strategia complessiva per restituire centralità all’occupazione né mette in campo misure chiare per il reimpiego dei lavoratori in ammortizzatori, ma taglia addirittura il dialogo con i sindacati”. Le forme della mobilitazione saranno definite nei prossimi giorni in una riunione degli esecutivi unitari, ma è già chiara la presa di posizione dei confederali: “Le politiche attive per il lavoro sono abborracciate, parziali e deboli, con servizi per il lavoro quasi allo sbando”.    
 
I sindacati sottolineano “che l’accordo per gli ammortizzatori in deroga siglato stamattina all’assessorato del Lavoro, è un atto di dovere che consente di non bloccare l’avvio delle procedure per il 2015”. Le nuove regole e il taglio drastico delle risorse imposti dal governo nazionale non consentiranno di coprire il fabbisogno se non in misura ridottissima. A questo si aggiunge il vergognoso ritardo nei pagamenti e nel trasferimento delle risorse per il 2014, sulle quali oggi sembrano aggiungersi addirittura nuove incertezze. Cgil, Cisl e Uil contestano le scelte del governo nazionale, “che non si cura affatto del dramma di migliaia di lavoratori in deroga e, anzi, dietro la promessa di grandi meraviglie li abbandona senza alcuna copertura”.
 
Nel frattempo, “della flexicurity promessa anche dalla Giunta regionale ai fuoriusciti dal bacino degli ammortizzatori c’è solo qualche vaga traccia, mentre si è persa completamente ogni notizia dei cinquantadue milioni che dovevano restare a disposizione del fondo regionale per l’occupazione”: si scontano invece difficoltà dei servizi per il lavoro già note e manifeste nell’applicazione della Garanzia Giovani (tanto che alcune attività dovranno essere appaltate a professionisti esterni) e, oltre ai 26 milioni di euro per i tirocini stanziati l’anno scorso non c’è nulla. Ancora, i confederali contestano l’esiguità delle risorse per il lavoro stanziate in Finanziaria – in stridente contrasto con la gravità della crisi - e la mancata costituzione del tavolo interassessoriale concordato con la stessa Presidenza della Regione proprio per affrontare il tema del lavoro e del rilancio dell’occupazione. “In compenso – evidenziano Cgil, Cisl e Uil - apprendiamo che sono in corso riforme, come quella dei servizi per il lavoro, senza alcuna interlocuzione di merito con il sindacato, rimandata alle audizioni con le Commissioni consiliari".
 
Da qui la conclusione: “Evidentemente, la linea della completa autosufficienza del governo rispetto al dialogo sociale con il sindacato, anche in tema di lavoro, soppiantato dalla ormai scoperta contiguità con le sole associazioni padronali, appartiene anche alla Giunta sarda”.