Scuola e UniversitÓ: Loddo rivendica la specialitÓ sarda
Mercoledi 18 Marzo 2009
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 Lancia un triplo appello il segretario della Flc Cgil Peppino Loddo nel giorno dello sciopero generale della Scuola, Ricerca e Università: agli assessori Lucia Baire e Maria Valeria Serra e all’intero Consiglio regionale. «Vogliamo sapere se la Regione intende difendere il diritto all’istruzione dalla rapina attuata sistematicamente dal Governo oppure no». La Cgil rivendica un intervento immediato della Giunta che dovrebbe puntare anche a «un’intesa istituzionale con lo Stato attraverso la quale scongiurare i tagli indiscriminati e garantire regole e specificità al sistema sardo».
Il riferimento va alla particolarità della Sardegna dove ci sono zone interne con una bassissima densità scolastica: «Se dovesse passare il modello standard proposto a livello nazionale molti piccoli istituti verrebbero chiusi e gli alunni, anche i più piccoli, sarebbero costretti a viaggiare ogni giorno per andare a scuola». Se la Regione non interverrà, trecento dei  1600 edifici attuali verranno chiusi, delle 426 autonomie scolastiche diffuse in modo capillare in tutto il territorio, 225 verrebbero spazzate via. Una situazione che farebbe lievitare i numeri già altissimi della dispersione scolastica e contribuirebbe a peggiorare la qualità del sistema.   
Tra le priorità del sindacato, la legge di riforma dell’Istruzione, interventi sull’edilizia scolastica e un progetto chiaro sulla Formazione Professionale. «Voglio dire subito – chiarisce Loddo – che non accetteremo un dirottamento delle risorse sulle scuole private e, a proposito della Formazione Professionale, ci aspettiamo che nessuno riproponga vecchie opzioni stile morattiano colpevoli di aver sottratto alla scuola migliaia di ragazzi in età di obbligo scolastico».
In particolare Loddo rivendica un’attività intensa del Consiglio regionale: «Mi aspetto che ci sia un impegno forte in difesa della scuola pubblica e per l’immediata approvazione di una legge sull’Istruzione, una riforma complessiva che non potrà non basarsi sui valori dell’autonomia e della specialità sarda».
Nelle parole di Loddo anche un richiamo al dirigente scolastico regionale Pietrella: «Si impegni a difendere il sistema e non a fare l’esecutore di ordini presi da Roma».