Ammortizzatori, firmato l’accordo, equità nella ripartizione
Lunedi 18 Maggio 2015
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La riapertura del bando per le domande di ammortizzatori sociali del 2014 e l’equità nella ripartizione dei 55 milioni finanziati pochi giorni fa dal ministero: sono i punti centrali chiesti e ottenuti dal sindacato nell’accordo firmato oggi con la Regione.

La Cgil denuncia l’insufficienza delle risorse trasferite dallo Stato e annuncia l’ipotesi di nuove mobilitazione nel caso in cui il governo nazionale non dovesse trasferire i circa cento milioni che ancora mancano per soddisfare il fabbisogno del 2014. Un monito anche per il 2015, perché non sono accettabili ulteriori ritardi, soprattutto dopo i tagli agli ammortizzatori imposti dal governo Renzi. Sul fronte delle risorse regionali, l’impegno per la spesa dei circa 50 milioni utilizzati per le anticipazioni del 2013, che sono rientrati nella disponibilità delle casse regionali, è quello di investirli in politiche attive per il reinserimento dei lavoratori esclusi dai criteri stringenti decisi dal decreto Poletti e perciò privati di ogni sostegno. Il sindacato auspica tempi stretti per l’approvazione del disegno di legge elaborato ad hoc dalla Giunta.  
 
In merito ai criteri di ripartizione, tre mensilità andranno ai lavoratori che non hanno ricevuto alcun assegno di mobilità in deroga (circa 8800), una mensilità a chi ha ricevuto le prime due (circa 5700 lavoratori). Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, stesso principio, prima verranno erogati i trattamenti a chi non ha ricevuto nulla, poi ai lavoratori che hanno avuto le prime due mensilità e, fino all’esaurimento dei fondi, a chi ne ha ricevuto quattro.   
 
Oltre a questo, l’accordo prevede, finalmente, la riapertura delle domande per consentire ai lavoratori che non erano riusciti a inoltrare la domanda a causa della precedente scadenza domenicale, e per i dipendenti degli uffici professionali che, dopo l’esclusione, hanno vinto il ricorso per essere riammessi.
La Cgil sollecita ancora una volta la Giunta affinché dia concretezza alle misure di politica attiva per le migliaia di disoccupati e inoccupati reitera la richiesta di un piano complessivo per il lavoro che restituisca alla Sardegna una prospettiva di sviluppo, puntando su misure strutturate per la formazione, il reimpiego e l’accompagnamento all’uscita dal mercato del lavoro, su investimenti pubblici e interventi mirati nei settori innovativi, nelle aree interne, per l’occupazione giovanile e femminile.