Scuola, la Giunta non farÓ ricorso, sindacati mobilitati
Mercoledi 16 Settembre 2015
Condividi con:
Ti piace
138
Non ti piace
131

La notizia del no al ricorso contro la “Buona scuola” di Renzi non fa che motivare ulteriormente la protesta degli insegnanti sardi che martedì presidieranno il Consiglio regionale in concomitanza con la discussione in aula. Cgil e Flc avevano sollecitato il ricorso della Regione, soprattutto in virtù della specificità della Sardegna che, con le già pesanti criticità legate alla scuola, alla debolezza dei sistemi locali e alle insufficienze infrastrutturali, è fortemente danneggiata dall’applicazione di criteri e standard imposti da una legge nazionale che tende a cancellare le diversità calpestando, di fatto, gli spazi di autonomia della Regione. Il ricorso sarebbe uno strumento di pressione importante sul piano politico e istituzionale, insiste il sindacato annunciando il prosieguo della mobilitazione, motivata anche dall’assoluta confusione in cui si è avviato l’anno scolastico.  

 
Il sindacato - che reitera la richiesta di incontro all’assessore Firino, un confronto promesso dalla stessa esponente della Giunta per fare il punto della situazione dopo il suo incontro con il ministro Giannini  - auspica che dalla discussione in Consiglio emerga una forte posizione di contrarietà alla riforma e, di conseguenza, l’impegno ad agire con i ricorsi, così come hanno già fatto altre Regioni, ma anche a sollecitare modifiche sostanziali al testo attuale, anche attraverso i decreti attuativi.
 
A parere del sindacato il giudizio generale espresso dal presidente Pigliaru sulla “Buona scuola” di Renzi – che la Cgil non condivide  - non impedisce che si possano contestare singole parti della legge, soprattutto se queste incidono negativamente sul sistema scolastico regionale. Per esempio, sull’opportunità di inserire sistemi di valutazione il sindacato è d’accordo, ma non sulla discrezionalità di scelte attribuita dalla legge ai presidi.
La scelta preannunciata ieri, poi, appare affrettata, prima di tutto perché non c’è stato alcun seguito al primo e unico confronto con i sindacati (lo scorso 2 settembre), ottenuto dopo mesi di mobilitazione, e poi perché fra pochi giorni il tema verrà affrontato dal Consiglio regionale.