“Di sicuro non più di tre Asl” Così spunta l’ipotesi Nuoro
Domenica 08 Novembre 2015
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“Di sicuro non più di tre Asl” Così spunta l’ipotesi Nuoro

di Daniela Pistis

Cardiopatici in marcia su Cagliari, consigli comunali improvvisati in corsie d’ospedale, compagni di maggioranza pronti alle barricate, malumori fra medici, infermieri, comitati, associazioni. Con queste premesse, il riordino della rete ospedaliera rischia di riservare più di una sorpresa nell’imminente dibattito consiliare. Eppure l’assessore regionale alla sanità Luigi Arru, che nella vita fa il medico ematologo, minimizza: “Siamo a quota trenta incontri, credo che i cittadini stiano iniziando a capire”. E i consiglieri che lo dovranno votare in aula? “Dialogo aperto, è chiaro che tutelino i territori di appartenenza ma abbiamo l’obbligo di fare un ragionamento collettivo. Il documento è complesso e richiede una lettura attenta”.

Chi contesta non capisce?
“I cambiamenti generano preoccupazione e stress, l’ospedale, nel vissuto di tutti, è una sicurezza,  da qui derivano paura e incertezze.”
Lo stress dei sindaci, e pure di qualche onorevole, è alle stelle: sarà per difendere interessi consolidati e costruire consenso, per incapacità di visione complessiva o per reale preoccupazione per la salute dei cittadini?
“Reale preoccupazione e magari anche ricerca del consenso, che poi non mi scandalizza. Temono di perdere funzioni, personale e risorse ma occorre ricondurre tutto a una logica di rete, con l’obiettivo di restituire appropriatezza, sicurezza e qualità al sistema nel suo complesso.”
L’università di Cagliari contesta il livello assegnato ad Azienda ospedaliera e  Policlinico, non sono all’altezza?
“Non ci sono classifiche di qualità, l’attribuzione dei livelli è guidata dalle esigenze della rete di emergenza-urgenza.”
Il rettore promette il trasferimento del pronto soccorso a marzo, perché rinviare un riconoscimento che l’università di Sassari ha già conquistato?
“Devo dare risposte ai cittadini non elargire etichette, il destino è entrare in quella rete e infatti il piano di riordino è triennale e non immutabile. A Sassari c’è l’accorpamento con il Santissima Annunziata mentre a Cagliari quell’ipotesi, prevista dalla legge di stabilità, per ora è stata rifiutata dall’Aou.”
Cosa frena la realizzazione dell’Areus approvata un anno fa?
“La legge 23 prevede che avvenga dopo il riordino delle Asl.”
Cosa aspettate?
“Siamo in dirittura d’arrivo.”
Quante saranno?
“Una, due, oppure tre.”
La nuova rete porterà un primo risparmio di 134 milioni di euro in tre anni, lo pagano i cittadini?
“No, il risparmio incide sugli undicimila ricoveri inappropriati che generano sprechi e che saranno trasferiti in contesti territoriali adeguati.”
Nel conto ci sono le strutture territoriali che dovranno integrare i servizi ospedalieri?
“Quel risparmio può essere reinvestito ma dobbiamo lavorare sul conto complessivo con l’obiettivo di aumentare la qualità e abbattere i 400 milioni di disavanzo.”
Quando vi occuperete della rete territoriale?
“Presto presenteremo in Giunta la delibera. Posso dire che disegna un modello di riorganizzazione dei servizi rivolto alla popolazione che invecchia e richiede team multi professionali.”
Vi contestano i bacini territoriali, qualche errore di calcolo o fate figli e figliastri?
“Nessuna delle due, stiamo facendo un documento di programmazione per ottimizzare la distribuzione delle specialità tra i territori in modo omogeneo.L’eccezione Lanusei dimostra che non facciamo calcoli ragionieristici ma teniamo conto di orografia, densità abitativa, viabilità e tempi di percorrenza.”
San Gavino festeggia, Alghero scalpita.
“Ci sono ancora margini di discussione.”
Quindi Alghero avrà un primo livello?
“Potrebbe, con la Rianimazione, che però implica il contributo di Sassari.”
A giudicare dai posti letto tagliati, siete molto severi con il Nord-Ovest. 
“Per nulla, semplicemente ne aveva troppi.”
Così infiamma storiche rivalità con Cagliari.
“Siamo un milione seicentomila, un milione da Oristano in giù, qualche differenza questo la fa.”
Sassari perde chirurgia pediatrica e l’acquista il Mater Olbia. 
“E’ una scelta dettata dalla casistica, stiamo parlando di patologie neonatali che si manifestano 4 volte su 10 mila, che poi è il numero totale dei parti in Sardegna. A Olbia invece, era necessario frenare la mobilità passiva verso Gaslini e Bambin Gesù, che costa 64 milioni. Il mio sogno comunque, è creare un children’s hospital al Microcitemico, un ospedale di livello internazionale.”
Alle rivendicazioni del Nord-Ovest cosa risponde?
“Avranno la breast unit, su chirurgia pediatrica e altre specializzazioni si può discutere ma alle scelte devono sottendere principi di qualità e sicurezza fissati da standard scientifici ineludibili.”
Sessanta giorni di incontri nei territori per arrivare a quali mediazioni?
“Ho raccolto una quarantina di osservazioni, su alcune, ragionevoli, ci sono margini come ho detto per Sassari e Alghero, per altri no. Il Piano nazionale esiti Agenas dimostra che soffriamo di nanismo, vogliamo fare tutto dappertutto ma i numeri non lo consentono. Perché esiste una relazione scientifica tra volume/esiti: maggiore è la casistica, maggiore è la sicurezza per il cittadino.”
La sanità sulcitana avrà qualche deroga?
“Quella sì che è una situazione emblematica: trenta anestesisti ma le donne non partoriscono in analgesia.”
Perché avete messo nel conto complessivo i posti letto del Mater Olbia?
“La deroga richiesta era legata al tetto fissato per l’ospedalità privata, ora l’abbiamo innalzato intorno al tre per cento ma - fermo restando il fatto che il privato ha comunque una rilevanza più bassa rispetto alle altre regioni - ciò che conta è che entri a pieno regime nel sistema integrato con il pubblico. Il Mater Olbia non deve essere una rosa in un deserto ma stare dentro un giardino fiorito, perciò abbiamo chiesto che ci fosse integrazione con la rete ospedaliera, con le università, con il Cnr.”
I tempi dell’elisoccorso?
“Maggio prossimo, il capitolato è quasi pronto.”
La riorganizzazione degli ospedali inciderà sulle liste d’attesa?
“Sì nella misura in cui cambia il modello culturale e la presa in carico dei pazienti, ai quali non si può dire semplicemente vai al Cup: occorre indirizzarli a monte, selezionando e programmando visite e controlli in base ai rischi e alla gravità delle patologie. Per farlo dobbiamo potenziare e promuovere gli screening nell’ottica della prevenzione, sulla quale abbiamo un piano triennale da 42 milioni.”
Realizzerete finalmente il registro regionale dei tumori?
“Abbiamo quasi superato i problemi legati alla privacy che ostacolavano l’avvio di un progetto indispensabile a incidere su patologie prevedibili e mortalità evitabili sulle quali, purtroppo, registriamo record nazionali negativi, ad esempio a Nuoro. Su patologie come la sclerosi multipla invece, abbiamo attivato un sistema di monitoraggio regionale che ci ha consentito, in tempo reale,  di classificare 5000 casi.” 
Quante risorse ci sono per l’edilizia sanitaria?
“Di certo ci sono 95 milioni per l’accorpamento Aou e Santissima Annunziata a Sassari, i 68 per il nuovo ospedale di San Gavino, 40 milioni del Policlinico di Monserrato.”
E gli altri interventi annunciati?
“Contiamo sui 250 milioni che il ministero ci consegnerà se approveremo il riordino nei tempi giusti.”
Il nuovo ospedale a Cagliari è fra le priorità?
“Lo faremo se troveremo i fondi, di certo ci sarà un Trauma Center al Brotzu.”
Il Pd stenta a esprimere una posizione, il dibattito consiliare riserverà sorprese?
“E’ naturale, così è la politica. Mi sto attrezzando per sostenere ciò che abbiamo proposto, per far capire la filosofia e far passare un riordino che mira a dare garanzie nei tempi di intervento, qualità, appropriatezza delle cure e sicurezza ai cittadini.”
Emodinamica a Lanusei, sono passati cinque anni e ancora non funziona.
“Partirà come reparto sperimentale in collaborazione con il Policlinico di Cagliari. Di più non si può, stiamo cercando di venire incontro a scelte non nostre.”
Perché avete scelto di ripianare i conti Asl a consuntivo e abrogato l’articolo della Finanziaria 2012 che vietava di finanziare sanità in deficit?
“Abbiamo avviato un monitoraggio trimestrale per individuare precocemente le deviazioni, stiamo facendo le pulci alla gestione di undici repubbliche indipendenti, non aspettiamo certo che ci presentino il conto per poi saldarlo.”

 

Si parla di rimpasto e circola anche il suo nome, come si lavora perennemente in bilico? “Sono sereno, ho avuto l’onore e l’onere di essere chiamato da Pigliaru a far parte della Giunta nell’ottica di un interesse collettivo, non ho problemi ad andare via.”