Energia, insoddisfacente l’incontro al Mise
Martedi 24 Novembre 2015
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“Siamo insoddisfatti di una riunione per ora solo interlocutoria in cui sembra che il governo nazionale lasci affossare il sistema energetico sardo. La Regione deve opporsi con forte determinazione e fare scelte immediate, prima di tutto sulla metanizzazione”: è il commento del segretario generale della Cgil Michele Carrus all’uscita dall’incontro di oggi pomeriggio sui temi energetici al Mise. “Altre regioni, come la Sicilia – aggiunge Carrus -  hanno saputo imporre per legge dello Stato il mantenimento del proprio sistema fino ai necessari ammodernamenti e interconnessioni. La Sardegna politica era evidentemente distratta, e ora deve rincorrere l’emergenza in condizioni di debolezza. È colpevolmente mancata questa tempestività,  forse anche per un eccesso di fiducia,  malriposta, nel governo nazionale. Ora bisogna trarne insegnamento e soprattutto trovare rapidamente rimedio. Questo ci attendiamo dalla Giunta regionale”.

 
Secondo il segretario della Cgil l’atteggiamento del governo nazionale sarebbe inaccettabile se promuovesse scelte deleterie per il sistema energetico anziché sostenerne l’indispensabile ammodernamento, come indicato nello stesso Pears. In particolare, sulla essenzialità la Cgil sottolinea che la revoca costituisce persino un freno alla realizzazione degli obiettivi del piano energetico adottato dalla Giunta. Il sindacato attende una nuova convocazione a breve, anche per un confronto tecnico con i gestori della rete e delle centrali, per valutare ipotesi di riconfigurazione della centrale di Ottana e per le prospettive degli altri impianti.
 
“Quanto al nuovo regime della super-interrompibilità, il governo – sottolinea Carrus - non deve assolutamente rinunciare a farsi valere a Bruxelles per difendere il sistema industriale nazionale, altrimenti condanna le aziende energivore a competere in una corsa con le gambe legate”. Il nostro Paese è costretto, per le sue manifatture, a importare materiali intermedi dagli altri Paesi europei, dove l’energia costa meno e le industrie sono variamente incentivate.
 
“Gli altri – spiega Michele Carrus - mostrano più efficienza perché hanno fatto investimenti nel tempo. Noi no, e continuiamo a rinunciare a farli, per colpa di una politica miope che è necessario cambiare, perché ci servono politici con la vista più lunga, che sappiano disegnare una politica industriale - oggi del tutto inesistente - degna di una manifattura che è seconda in Europa e sesta al mondo”.
 
“Attendiamo riscontri positivi entro pochi giorni, ma in ogni caso riteniamo di dover impegnare il Governo e la Regione nella predisposizione rapida di misure di sostegno adeguate alla difesa e all’ulteriore sviluppo competitivo dell’ultimo presidio nazionale della metallurgia non ferrosa, misure che vanno oltre la pur fondamentale questione del costo dell’energia elettrica, che in questi processi costituisce una materia prima piuttosto che una utility”.
 
L’appello del sindacato però va alla Regione, che deve mostrare oggi la capacità di difendere le produzioni sarde e l’autosufficienza energetica dell’Isola in condizioni di sicurezza ed equilibrio del sistema. Un sistema male interconnesso con la rete nazionale e bisognoso di investimenti di ammodernamento, sia nel parco di generazione che nelle reti, gravemente deficitarie, un sistema che va quindi sostenuto e non abbandonato
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Perciò, alla Giunta, il segretario Cgil chiede “scelte adeguate di programmazione - che tardano troppo, ancora, a concretizzarsi - per superare le gravi carenze, prima fra tutte il metano”. Nel frattempo, conclude Carrus “il sindacato continuerà la sua battaglia, per il lavoro e per lo sviluppo, nell’interesse di tutti, delle decine di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, che oggi sono messi a repentaglio, e soprattutto per il futuro delle nuove generazioni”.