Master Plan: "Impegni da tradurre in risorse e tempi certi"
Mercoledi 24 Febbraio 2016
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"I temi oggetto del patto sul Master Plan che la Regione dovrebbe firmare a breve con lo Stato hanno una rilevanza strategica importantissima e meritano perciò un confronto aperto della Giunta con le rappresentanze sociali del lavoro e delle imprese della Sardegna, anche con l’obiettivo di sostenerne le rivendicazioni nella trattativa con il governo nazionale”: è questa la ragione della richiesta rivolta al presidente Pigliaru dal segretario generale della Cgil Michele Carrus.
“Nella riunione di ieri a Roma, con Cgil, Cisl Uil e Confindustria, è emerso che le interlocuzioni tra Regione e Governo sul Master Plan per il Mezzogiorno sono in una fase avanzata – ha detto Carrus -vorremmo pertanto conoscere gli sviluppi e i tempi della trattativa, che non possono essere troppo lunghi considerati gli importanti obiettivi che l’accordo si prefigge, dalla metanizzazione alla realizzazione di una rete di trasporti efficiente fino al riconoscimento concreto dell’insularità e alle connesse compensazioni”.
C’è però poca chiarezza sui termini dell’accordo ed emerge prima di tutto un nodo critico da sciogliere: “Le risorse per attuare il Master Plan devono essere aggiuntive rispetto a quelle che sono già nella disponibilità della Regione, ad esempio attraverso i fondi di sviluppo e coesione”. Diversamente sarebbe più difficile realizzare quegli interventi necessari a superare il gap infrastrutturale della Sardegna e gli svantaggi legati all’insularità: “Si tratta di obiettivi evidentemente coerenti con la stessa filosofia del Master Plan - selezione delle priorità e concentrazione degli interventi, privilegiando quelli di più rapida cantierabilità per accelerare la spesa - ma l’impegno su questo fronte da parte del governo Renzi, per ora solo programmatico, deve concretizzarsi in un accordo che fissi risorse certe e progetti a breve e a medio termine”.
L’esempio della metanizzazione è emblematico: “Lo Stato deve farsi carico dell’infrastruttura e delle reti necessarie all’approvvigionamento in tutta l’Isola, perciò chiediamo che sia inserita nel Master Plan una indicazione netta, percorribile nell’immediato con risorse certe, sulle modalità e i tempi con cui finalmente imprese e cittadini potranno contare sulla disponibilità del metano”.
Oltre a questo, ci sono le questioni legate alle compensazioni, da definire, legate agli svantaggi complessivi dovuti all’insularità, cioè alle misure specifiche di intervento pubblico in campo economico e finanziario a sostegno dello sviluppo che la Sardegna potrebbe adottare per perequare il proprio svantaggio competitivo naturale, oltre che al ruolo dello Stato nella garanzia del diritto alla continuità territoriale delle persone e delle merci e alla stessa mobilità interna: “Dentro un piano di rilancio del Mezzogiorno ci si aspetta che vengano individuate le risorse, le opere da realizzare – si pensi ad esempio alle condizioni della nostra rete ferroviaria -  e il cronoprogramma per arrivare finalmente a superare i ritardi della nostra dotazione infrastrutturale, il cui indice, se quello nazionale è 100, da noi è fermo a 50 (fonte: Istituto Tagliacarne).
“Tutti questi temi – conclude il segretario Cgil - rappresentano una partita strategica fondamentale che riguarda il futuro di tutti e che non può vedere impegnata la sola maggioranza al governo della Regione, non può restare relegata al solo rapporto inter-istituzionale, ma, proprio per l’importanza che riveste, deve fondarsi sul più ampio coinvolgimento e sulla più ampia condivisione possibile da parte delle organizzazioni sociali”.