Carta dei Diritti: E’ tua! firmala sabato 4 al Porto di Cagliari
Venerdi 03 Giugno 2016
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Carta dei Diritti: E’ tua! firmala sabato 4 al Porto di Cagliari

 “I sistemi deboli come il nostro regionale sono più esposti al lavoro senza diritti, sottopagato, precario, grigio e nero: è uno dei motivi per i quali siamo impegnati con energia in tutta l’Isola nella raccolta firme a sostegno della  proposta di legge di iniziativa popolare per la Carta dei Diritti universali del Lavoro e per i tre referendum sull’abolizione dei voucher, per la responsabilità solidale negli appalti e contro i licenziamenti ingiusti”: lo ha detto il segretario generale della Cgil Michele Carrus per spiegare le ragioni dell’iniziativa organizzata insieme alla Camera del Lavoro Metropolitana di Cagliari sabato 4 giugno dalle 19 al Molo Sanità del Porto di Cagliari, un concerto con il cantautore Guido Maria Grillo, i Sikitikis e i Tazenda.

 
La serata musicale di sabato notte si inserisce nel quadro di una serie di iniziative sindacali, assemblee nei luoghi di lavoro, dibattiti e banchetti nei paesi e in tutte le città della Sardegna. Una sfida straordinaria questa grande campagna dell’organizzazione nazionale per allargare i diritti sul lavoro e proporre un sistema di regole innovativo che restituisca certezze e dignità a tutte le persone che lavorano nelle diverse modalità possibili attraverso la riscrittura in chiave attuale dello Statuto dei lavoratori, rendendolo inclusivo anche verso quanti ne sono ancora fuori, i precari, i parasubordinati, gli autonomi. L’appello del sindacato va anche ai consiglieri regionali e ai parlamentari sardi perché prendano posizione in questo dibattito e sostengano la proposta riformatrice innovativa della Cgil, che restituisce centralità e valore al lavoro in tutte le sue forme.
 
I dati Inps sulla diffusione dei voucher in Sardegna, dove un lavoratore su dieci è ormai pagato con i ticket, secondo Carrus dimostrano che “di questo strumento si fa un vergognoso abuso, con il risultato che si sfruttano le persone, si negano loro diritti e tutele e si mascherano rapporti di lavoro subordinato, favorendo così l’elusione di doveri fiscali e solidaristici”. Al contrario, secondo la Cgil “dobbiamo uscire dalla crisi creando occasioni di lavoro buone, qualificate e stabili, e per farlo, servono investimenti, programmati e selettivi, puntando allo sviluppo dei settori innovativi e operando sul mercato del lavoro per restituire prima di tutto fiducia e opportunità concrete ai giovani e alle donne, ma insieme a questo dotandosi di un valido e moderno sistema di regole che taglino fuori sfruttatori e profittatori, che non costruiscono prospettive positive”.
 
Anche negli appalti, intorno ai quali ruotano 120 mila lavoratori sardi impegnati in settori pubblici e privati importantissimi come i servizi alla persona, le pulizie e le mense di scuole e ospedali, gli uffici della pubblica amministrazione, la costruzione di opere pubbliche, il sistema genera incertezze e lavoro sommerso oltre che episodi gravi di malaffare e corruzione, come quelli portati alla luce dalle cronache recenti in Sardegna. “Chiediamo invece – ha detto Carrus – la clausola sociale nei cambi d’appalto, lo stop definitivo al massimo ribasso che si scarica sempre sui lavoratori, la responsabilità solidale delle stazioni appaltanti e delle imprese che subappaltano”. Servono controlli e chiarezza di norme, per evitare che i costi esorbitanti si scarichino sulla collettività, che paga poi doppiamente, per opere pubbliche mai terminate e per servizi inefficienti”. E quanto ai licenziamenti illegittimi "c’è un solo modo serio per porvi rimedio: impedirli e sanzionarli seriamente, anzitutto attraverso la restituzione del lavoro a tutti quelli che lo perdono ingiustamente.
 
"Per tutte queste ragioni la Cgil propone i tre referendum e la Carta universale dei Diritti, rivolta a tutti i lavoratori, in qualsiasi forma svolgano le proprie prestazioni, subordinati, parasubordinati, interinali, stagionali, con l’obiettivo di semplificare e superare le incertezze normative e, soprattutto, la destrutturazione che il lavoro ha subito negli ultimi dieci anni. "Il concerto al Porto di Cagliari - sostiene Carrus - sarà una buona occasione per far conoscere le nostre ragioni, e per raccogliere le firme di quanti vorranno sostenerle”.