Sul lavoro risultati insoddisfacenti, la Giunta cambi passo
Mercoledi 06 Luglio 2016
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Un cambio di passo, sul fronte delle politiche lavoro soprattutto, ma anche nel confronto con i sindacati, giudicato insufficiente e frammentario: a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta regionale, Cgil, Cisl e Uil tracciano un quadro dei risultati raggiunti sull’occupazione, con un giudizio piuttosto critico. A giugno 2015 la Giunta ha stanziato, con la delibera quadro Priorità Lavoro, 325 milioni della programmazione unitaria, ridotti a 212 nella Finanziaria, di cui solo 73,8 sono stati spesi. A fronte dei 547 mila occupati e delle 675 mila forze lavoro, in Sardegna sono 260 mila le persone in cerca di lavoro, con un tasso di disoccupazione implicita (in cui rientrano le persone che cercano lavoro non attivamente e quelle che non cercano ma sono disponibili a lavorare) del 32,7 per cento (contro il 18,8 calcolato ordinariamente dall’Istat). I sindacati evidenziano, inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile, 42,2 per cento,  i 73 mila giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, il dato sulla dispersione scolastica, 23,5 per cento. Sono i dati preoccupanti che hanno portato Cgil, Cisl e Uil a sollecitare un cambio significativo di passo e chiedere un confronto a tutto campo al Presidente e all’intera Giunta regionale, perché servono interventi immediati che incidano sul quotidiano, sull’emergenza dei disoccupati e dei tanti rimasti persino senza ammortizzatori sociali, non solo sulla programmazione. Non è una questione di risorse, secondo i sindacati, ma se questi sono i risultati vuol dire che un problema c’è: le procedure sono lente, i servizi non funzionano, il confronto è insufficiente. Perciò serve un impegno straordinario da parte del governo regionale, che riporti il lavoro al centro dell’agenda politica e che apra una nuova fase di confronto con le parti sociali, nel quale tutte le politiche siano ricondotte a questi obiettivi.