1500 in viaggio, domani la manifestazione al Circo Massimo
Venerdi 03 Aprile 2009
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Un viaggio di quattordici ore, pomeriggio in treno, notte in nave e alba sul bus. Lo affronterà gran parte dei 1500 partecipanti in partenza dalla Sardegna per la manifestazione, domani al Circo Massimo. Da Cagliari un treno speciale delle Ferrovie dello Stato partirà oggi alle 16 e 50 per Olbia, altri gruppi da tutte le province raggiungeranno il porto con gli autobus. Saranno in 1300 a salire sulla nave a Olbia alle 22 e 30 per arrivare alle cinque e mezza del mattino a Civitavecchia, dove 26 autobus li porteranno alla stazione Ostiense. Altri 200 raggiungeranno Roma in aereo. «In tanti ci hanno chiesto di partecipare, molti di più dei 1500, purtroppo non era disponibile un′altra nave» – ha detto il segretario generale Enzo Costa sottolineando che «l′interesse dei lavoratori dimostra che la crisi non ha incrinato la voglia di lottare e di far sentire le proprie ragioni, soprattutto in un momento delicato nel quale sono in gioco diritti fondamentali, dal salario alla sicurezza nei luoghi di lavoro».
In base alle disposizioni della Cgil nazionale che ha organizzato la manifestazione assegnando a ogni regione d’Italia un percorso preciso per evitare disordini, il corteo dei sardi partirà da Piazza Partigiani vicino alla stazione Ostiense.   
Da due mesi la Cgil si prepara alla manifestazione del 4 aprile con dibattiti e assemblee – in Sardegna 1375 – nelle quali è emersa la preoccupazione per la crescita esponenziale dei cassintegrati e dei disoccupati, per la perdita del potere d’acquisto dei salari.
Ciò che la Cgil auspica è una diversa politica salariale, a cominciare dai rinnovi contrattuali. E per i tanti precari senza contratto che stanno perdendo il posto di lavoro, servono ammortizzatori sociali che li aiutino a superare questa fase di recessione. Non si può pensare infatti di traghettare il Paese verso un nuovo sviluppo facendo pagare la crisi ai più deboli.
«E’ questo lo spirito con cui portiamo a Roma una parte rappresentativa di Sardegna – conclude Enzo Costa – 1500 lavoratori che viaggiano con aspettative comuni ai tanti territori in crisi, da Porto Torres al Sulcis passando per il nuorese, con la speranza che il Governo nazionale ascolti e dia risposte concrete non solo al mondo delle imprese ma anche a quello del lavoro, ad esempio restituendo in busta paga a milioni di lavoratori dipendenti che pagano le tasse ma faticano ad arrivare a fine mese, almeno cento euro in detrazioni fiscali».