Amianto, Cgil e Aiea insieme per i diritti degli ex esposti
Mercoledi 11 Aprile 2018
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Amianto, Cgil e Aiea insieme per i diritti degli ex esposti

Un tavolo prefettizio nazionale per rendere giustizia alle vittime da amianto e il riconoscimento del sito industriale di Ottana come area Sin: sono le richieste prioritarie avanzate dalla Cgil insieme all’Aiea, associazione ex esposti all’amianto che sabato 14 hanno organizzato, proprio a Ottana, una iniziativa insieme a tutte le associazioni delle vittime e dei familiari, alla quale parteciperanno, oltre al segretario nazionale Cgil Maurizio Landini e alla presidente nazionale Aiea Maura Crudeli, anche gli assessori regionali alla Sanità e all’Ambiente.

La battaglia - che ha segnato un punto di svolta importante con la relazione della Commissione parlamentare Fabbri che ha di recente ribaltato l’assunto sulla base del quale il sito di Ottana non è mai stato riconosciuto come area a rischio esposizione amianto - va dunque avanti con la richiesta dell’estensione della sorveglianza sanitaria per tutti i lavoratori dell’area e del tavolo prefettizio nazionale: un passaggio fondamentale che potrà finalmente portare al superamento della relazione Contarp dell’Inail, secondo la quale nell’area non era presente una quantità sufficiente di amianto tale da poter garantire i benefici previdenziali e i risarcimenti ai lavoratori esposti. Un assunto ribaltato, oltre che dalla Commissione d’inchiesta parlamentare, dall’evidenza che, purtroppo, racconta di centinaia di morti per patologie tumorali correlate proprio all’esposizione da amianto. Si tratta di dati raccolti negli anni in modo empirico dalle associazioni che si sono battute per rendere giustizia e ripristinare la verità dei fatti accertati, appunto, anche dalla Commissione di inchiesta.

Al centro delle rivendicazioni, della Cgil come di Aiae, c’è anche il recupero dei siti inquinati, perché le aree industriali compromesse devono essere restituite al territorio per nuovi progetti di sviluppo. E’ questo il senso della richiesta del riconoscimento dell’area come Sin che però deve essere estesa anche ad altre aree della Sardegna, per consentire un grande piano di bonifica. Secondo dati estrapolati dal sindacato dal censimento della Regione nel 2014 in Sardegna, delle 180 mila tonnellate di amianto presenti sul territorio regionale solo 25 mila sono state smaltite. L’amianto è presente in 319 scuole, 50 impianti sportivi, 79 uffici postali, 60 strutture sanitarie e caserme, 2019 comuni, 147 impianti industriali, 600 altri siti di varia natura. In totale 1101 siti pubblici contaminati. E ancora: 9 mila 101 chilometri condotte idriche (di cui 470 chilometri potabili), 13 milioni di metri quadrati le coperture, 14 milioni metri quadri di manufatti vari. Da qui la richiesta avanzata dalla Cgil di inserire le attività di bonifica e smaltimento anche in una delle linee di intervento del piano regionale Lavoras: un impegno doveroso, per la salute e l’ambiente e, insieme a questo, per favorire la creazione di nuova occupazione e nuovi progetti di sviluppo.