"Chi sostiene ambiente e sviluppo non puņ privarci del metano"
Domenica 08 Luglio 2018
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“Chi ha davvero a cuore i temi ambientali e lo sviluppo della Sardegna

non può mettere in dubbio la metanizzazione, perché è indispensabile

sia per contribuire a una forte riduzione delle emissioni

climalteranti, sia per recuperare uno dei principali fattori di

penalizzazione del sistema sociale, economico e produttivo

dell’Isola”: così il segretario generale della Cgil Sarda Michele

Carrus risponde a chi vorrebbe stoppare un progetto ormai ampiamente

condiviso, dopo anni di studi e di battaglie, dal mondo scientifico e

accademico, da quello delle imprese e dei lavoratori, da gran parte

delle stesse associazioni ambientaliste e culturali, dalle istituzioni

a tutti i livelli. “Come si fa a sostenere che i sardi, unici in tutta

Italia a non aver accesso a questa essenziale risorsa, debbano

continuare a rinunciare al metano e alle opportunità che offre? Perché

rinunciare alla solidarietà nazionale finalmente ottenuta, a fatica,

per questo progetto strategico? Perché rinunciare all’opportunità di

rendere la nostra Isola un punto di riferimento strategico per i

traffici marittimi nel Mediterraneo, che non a caso potranno usare

soltanto Gnl sin dal prossimo 2021?” chiede il segretario Carrus,

sottolineando gli immediati benefici della metanizzazione: “Risparmi

in bolletta per famiglie e imprese, riduzione impatto ambientale,

sicurezza e stabilità della rete energetica regionale, nuovo impulso

ai sistemi produttivi”.

Evidente la preoccupazione per le recenti prese di posizione degli

esponenti dei 5Stelle: “Stupiscono le dichiarazioni dell’impertinente

ministro Toninelli, che ha liquidato la metanizzazione come obsoleta

quando invece il pertinente Ministero dello Sviluppo Economico ha

inserito la Sardegna nella rete nazionale dei gasdotti, quando a

livello globale il metano è indicato come miglior fossile di

transizione verso la decarbonizzazione, quando lo stesso Piano

energetico regionale, che aveva già anticipato quest’ultima al 2040

(la Strategia energetica europea la prevede al 90% entro il 2050)

pianificando un completo approvvigionamento da fonti rinnovabili,

inserisce questo percorso dentro il quadro imprescindibile della

metanizzazione”.

Ancor più gravi il segretario della Cgil trova le dichiarazioni

dell’onorevole Vallascas, che dovrebbe conoscere la società sarda, il

suo divario di sviluppo e i maggiori costi energetici che sopporta per

usi civili e economici, il suo programma energetico e ambientale, e

quindi anche i vantaggi connessi alla riconversione a metano delle

attuali centrali termoelettriche.

“Il punto è come ci arriviamo a quegli obiettivi di tutela ambientale

che tutti condividiamo, che necessitano di ulteriori sviluppi

tecnologici e di un tempo adeguato per andare a regime. Dobbiamo

essere chiari sul fatto che è ineludibile una fase di transizione e

che questa si basa sul metano, anche per ridurre ancora le attuali

emissioni, che peraltro la Sardegna ha già ridotto molto più delle

quote ad essa assegnate: privare l’Isola di questa risorsa significa

non solo rinunciare a importantissime prospettive di sviluppo, ma

imporle persino un impatto ambientale decisamente più negativo.

Realizzare i rigassificatori e la dorsale di distribuzione del metano

e i depositi costieri di Gnl programmati, significa invece lavoro oggi

e domani, vantaggi per le famiglie, per l’economa e per l’ambiente”.

Da qui le conclusioni: “La vera riconversione ecologica non può che

passare per il metano e chi dice il contrario o ignora il contesto nel

quale viviamo, compreso ciò che oggi ruota intorno alle rinnovabili,

oppure non ha a cuore gli interessi dei sardi. Occorre certezza dei

programmi e degli investimenti che autorità pubbliche e soggetti

privati devono realizzare, avviandoli subito, non dubbi ed esitazioni,

perché il tempo stringe ed entro il 2027 va adeguato il parco di

generazione termoelettrica ai piani ambientali già decisi, altrimenti

rischiamo effetti economici e sociali catastrofici. Basta propaganda:

a questo punto improvvisazione e superficialità non sono più

ammissibili”.

L’appello del sindacato, quindi, va alle istituzioni coinvolte, la

Regione e il Ministero dello Sviluppo Economico, affinché accelerino

il percorso avviato e favoriscano tutte le condizioni per completare

il progetto prima possibile.