Forestali, Camusso e Galli contro il cambio di contratto
Venerdi 03 Agosto 2018
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Un incontro per discutere del disegno di legge approvato in prima Commissione che ha l’obiettivo di cambiare in modo unilaterale le condizioni contrattuali dei dipendenti dell’Agenzia Forestas: è quanto chiesto dai segretari regionali Cgil, Cisl e Uil, Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e ai capigruppo. “Il disegno di legge -  scrivono i confederali - appare formalmente e sostanzialmente sbagliato e, forse, viziato di incostituzionalità”.

Il suo contenuto è talmente preoccupante da suscitare l’attenzione della Cgil nazionale: “Cancellare per legge l’applicazione del Contratto nazionale di lavoro dei forestali è un gravissimo errore – hanno detto la segretaria generale Susanna Camusso e la segretaria nazionale Flai Ivana Galli - non solo perché riduce i salari dei forestali, ma perché divide i lavoratori e introduce nelle relazioni sindacali una regolamentazione contrattuale diversa e scollegata da quella nazionale, rischiando di creare confusione e ulteriori danni al settore”. Da qui l’appello alla Regione affinché “non dia seguito al provvedimento”.  Secondo Cgil e Flai, “per rilanciare le politiche forestali occorre invece riaffermare la centralità del contratto per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria”. 

Cgil Cisl e Uil regionali sottolineano che la modifica del contratto non solo introdurrebbe ulteriori rigidità normative e costi superiori per la finanza regionale, ma soprattutto sarebbe dannosa per i lavoratori, sia dal punto di vista professionale che retributivo, previdenziale e del mercato del lavoro, come è stato evidenziato anche dagli uffici tecnici degli assessorati regionali competenti e, a chiare note, dall’Inps, al quale erano stati posti dei quesiti interpretativi.

La scelta di applicare due contratti differenti all’interno della stessa Agenzia, introduce una incostituzionale discriminazione fra lavoratori che operano nello stesso settore, per lo stesso datore di lavoro e con le stesse mansioni. “Negli incontri già svolti sul tema – ricordano i sindacati - anche i più convinti sostenitori del cambio di contratto tra i Consiglieri regionali avevano assicurato che nessuno dei dipendenti sarebbe stato lasciato indietro o danneggiato, qui invece appare chiaramente incerta la soluzione al problema dei precari”.

E ancora, il sindacato giudica singolare che si voglia insistere malgrado la protesta che il 10 maggio scorso ha portato davanti al Consiglio regionale oltre millecinquecento lavoratori e, soprattutto, in spregio al parere contrario delle loro legittime e largamente maggioritarie rappresentanze sindacali: Cgil, Cisl e Uil raccolgono congiuntamente l’adesione di quasi due terzi dei dipendenti Forestas, secondo i dati certificati dalla stessa Agenzia. La maggioranza sindacale è ormai condizione vincolante per la validazione dei contratti, in tutti i settori in seguito agli accordi interconfederali, e addirittura sancita dalla leggi per i dipendenti di enti pubblici.

Quel che è certo è che debbano essere affrontate le inefficienze dell’Agenzia, la sua disorganizzazione e carenza di risorse tecniche e professionali, l’abuso abnorme e spesso clientelare dei poteri direzionali ma deve essere chiaro che per farlo “non ci sono facili scorciatoie e non è giusto far gravare sulle spalle dei lavoratori responsabilità ascrivibili anzitutto alla proprietà pubblica e ai gestori dell’Ente”.

Per tutte queste ragioni Cgil Cisl e Uil chiedono al Consiglio regionale di non approvare il provvedimento e di poter spiegare, insieme alle categorie, eventualmente anche attraverso diversi incontri con il presidente del Consiglio e i singoli Gruppi consiliari, le ragioni per cui ritengono che debba essere evitato ciò che considerano un grave errore legislativo, foriero di conseguenze  dannose e divisive, di disagi e aspre proteste tra i lavoratori.