Energia e sviluppo: Cgil, Cisl e Uil scrivono al ministro Di Maio
Venerdi 11 Gennaio 2019
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I segretari regionali confederali e di categoria Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera aperta al ministro Di Maio affinchè chiarisca le posizioni del governo sui temi energetici. Ecco il testo:

On. Ministro Di Maio,

cogliamo l’occasione della sua visita in Sardegna per sottoporle alcune questioni che riteniamo cruciali per il futuro della nostra regione, che da tempo è attraversata da una grave situazione di crisi del suo apparato produttivo. Una delle ragioni più importanti che rendono difficile il rilancio industriale e lo sviluppo di nuove attività produttive è legata allo squilibrio delle dotazioni infrastrutturali e di servizi di cui soffre la nostra Isola, in particolare per quanto attiene alla mancanza del metano, che causa un notevole aggravio di costi per le imprese e le famiglie.

La Regione ha ormai definito il piano per la metanizzazione attraverso l’utilizzo del GNL, stoccato in depositi costieri, rigassificato in appositi terminali e distribuito nei 38 bacini, connessi in rete.  Questo piano è stato approvato con un’intesa Stato-Regione nel 2016 che ha stabilito modalità tecniche di realizzazione, procedure autorizzative, fonti di  finanziamento, criteri di regolazione tariffaria sia nella fase transitoria che a regime, in modo da equiparare la Sardegna al resto del Paese, includendola nelle rete nazionale dei gasdotti.  Infatti, da allora sono stati presentati progetti da parte delle imprese interessate, avviati gli iter autorizzativi e alcuni lavori sono già in corso.

Tutto questo è coerente con la Strategia energetica nazionale (SEN) che prevede la fuoriuscita dal carbone e l’ulteriore sviluppo delle energie rinnovabili, che in Sardegna sono già ampiamente diffuse. Ma per tenere in condizione di stabilità e sicurezza economica il sistema energetico dell’Isola è indispensabile disporre del metano come combustibile di transizione e di un cronoprogramma compatibile con gli investimenti necessari a realizzare da un lato la metanizzazione, dall’altro la riconversione delle attuali centrali termoelettriche, il potenziamento dell’interconnessione con il sistema nazionale e l’installazione di nuova capacità di generazione a gas o di stoccaggio di almeno 400 MW e di compensatori per almeno 250 MVAR.

Abbiamo però appreso di due decisioni assunte dal Governo nazionale che sembrano rimettere in discussione l’intero percorso: la prima è l’approvazione, preliminare alla fase di consultazione, del Piano energia e clima (PIEC) attuativo della SEN, che genera incertezza sulle scelte da portare avanti quanto alle modalità tecniche dell’approvvigionamento del gas, della distribuzione e della regolazione tariffaria; la seconda è la determina dirigenziale del Ministero dell’Ambiente - con parere favorevole di coerenza da parte del suo Ministero - che impone la chiusura delle centrali termoelettriche a carbone di Fiumesanto e Portovesme entro il 2025, secondo un piano che i produttori devono presentare entro questo gennaio, a prescindere dal contestuale avanzamento del piano di metanizzazione descritto e senza prevedere la riconversione degli impianti termoelettrici sardi, indispensabili per la tenuta del sistema energetico regionale.

Questa incertezza e queste scadenze potrebbero determinare l’impossibilità di portare avanti i diversi progetti di investimento e di esperire le stesse procedure amministrative che li accompagnano.

Perciò riteniamo necessario proporle alcune questioni:

1)   1) Può chiarire cosa significano le modifiche alla SEN introdotte  dalla PIEC rispetto alla rete di connessione, ai rigassificatori, all’approvvigionamento dei bacini, alla regolazione tariffaria della metanizzazione in Sardegna?

2)     2) In che modo verrà garantito il riequilibrio del sistema energetico regionale dopo il 2025, sotto il profilo della stabilità, della sicurezza e della certezza dei costi?

3)    3) Nella PIEC si fa riferimento a un approvvigionamento attraverso navi bettoline e autocisterne criogeniche: è stato valutato e qual è l’impatto tecnico, economico e ambientale di questa ipotesi?

4)     4) La PIEC prevede o no i rigassificatori e la rete di connessione dei 38 bacini di distribuzione di gas, esistenti e in costruzione, su cui vi sono già progetti in fase avanzata?

5)     5) Con quale soluzione si garantirà a imprese e cittadini sardi di disporre del metano a condizioni di prezzo e di accesso equivalenti al resto d’Italia?   

6)     6)  La cogenerazione di energia elettrica e termica è funzionale alla realizzazione di importanti accordi su progetti industriali che impegnano risorse pubbliche e private, in particolare a Porto Torres (chimica verde) e Portoscuso (Eurallumina, Portovesme e Sider Alloys): in che modo si pensa di alimentare le centrali, in assenza del carbone? 

7)      7) A tale proposito, quando intende promuovere il tavolo di confronto già chiesto e sollecitato dalla Regione sulla chimica verde a Porto Torres?

Mentre la salutiamo e ringraziamo sin d’ora dei gentili chiarimenti che vorrà fornire, per tutte queste ragioni riteniamo anche importante poterci confrontare con lei sui temi dell’assetto del sistema energetico e sullo sviluppo industriale della nostra regione, e perciò le chiediamo di voler convocare in tempi brevi un apposito incontro con le nostre Organizzazioni sindacali regionali e nazionali.