Domenica al voto si decide il nostro futuro
Nel giornale della Cgil il confronto fra i sette candidati alla presidenza della Regione.
Mercoledi 20 Febbraio 2019
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Domenica al voto si decide il nostro futuro

Ci apprestiamo al rinnovo dell’amministrazione regionale in una fase difficile in Sardegna, testimoniata da indicatori economici poco rassicuranti, un disagio sociale diffuso, una palese arretratezza infrastrutturale, nelle reti, nei trasporti, nell’energia, sulla quale pesano le incertezze sul metano e la lentezza, quando non il blocco, di tante opere pubbliche”. Così il segretario generale Michele Carrus nell’editoriale del periodico della Cgil L’Altra Sardegna che mette a confronto i sette candidati alla presidenza della Regione su otto domande.

Carrus analizza la fase politica che precede il voto e mette in rilievo le “evidenti contraddizioni interne alla compagine giallo-verde che guida il Governo nazionale, con vedute sostanzialmente diverse su questioni che hanno necessità di essere affrontate con il concorso di Stato e Regione, per la loro complessità prima che per il doveroso rispetto di impegni già sottoscritti, che rischiano di essere sacrificati sull’altare di una discontinuità più di facciata che non di merito. Serve chiarezza alla Sardegna, soprattutto nel rapporto con lo Stato: l’autonomia differenziata per le regioni ricche del Nord, sostenuta dalla Lega, i dubbi del Movimento 5 Stelle sulla metanizzazione dell’Isola, le stesse divisioni fra le due forze sulla vertenza dei pastori per il prezzo del latte, che si è cercato di strumentalizzare, sono discordanze nette che non forniscono ai sardi un quadro di orientamento elettorale trasparente rispetto agli intenti di governo della Regione”.

Dalla Cgil anche il richiamo all’opportunità della doppia preferenza di genere: “Abbiamo bisogno di idee e persone sulle quali poter fare affidamento – scrive Michele Carrus - e per la prima volta, finalmente, abbiamo la possibilità che ci offre la doppia preferenza di genere di avvalerci del contributo fondamentale delle donne alla politica regionale, che può essere il segno di un vero cambiamento. Cogliamola!”

Qui sotto il link al giornale.