Statuto CGIL Sarda

STATUTO CGIL SARDA

ART. 1 - DEFINIZIONE

La CGIL SARDA opera per le finalità e secondo i principi contenuti nel titolo I dello Statuto della Confederazione Generale Italiana del Lavoro di seguito richiamata con la sigla CGIL , cui aderisce e che rappresenta in Sardegna.

La CGIL SARDA ha sede a Cagliari.

La CGIL SARDA, è una organizzazione sindacale di natura programmatica, unitaria, laica  e democratica, plurietnica, di donne e di uomini, dotata di autonomia politica e organizzativa. Promuove la libera associazione e l' autotutela solidale e collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti o eterodiretti, di quelli occupati in forme cooperative e autogestite, dei parasubordinati,  dei disoccupati, inoccupati, delle pensionate e dei pensionati, delle anziane e degli anziani residenti o domiciliati in Sardegna.

La CGIL SARDA, definisce e gestisce in autonomia le politiche sindacali sui temi e le politiche regionali; partecipa all' attività della CGIL sulle politiche che coinvolgono direttamente la Regione Sardegna; partecipa alla costruzione e gestione delle politiche contrattuali nazionali attraverso le strutture confederali e/o di categoria previste nello statuto della CGIL; ha competenza primaria sulle materie non espressamente riservate alla CGIL dal proprio statuto.

La CGIL SARDA attiva rapporti di relazione e di cooperazione sindacale con organizzazioni sindacali e associazioni democratiche di altri paesi, in particolare con quelle transfrontaliere e del bacino del Mediterraneo, ed in relazione alle politiche regionali dell' Unione Europea. Con decisione a maggioranza qualificata degli organismi aderisce ad organismi e associazioni internazionali.

L' adesione alla CGIL è volontaria. Essa comporta piena eguaglianza di diritti e di doveri nel pieno rispetto dell' appartenenza a gruppi etnici, nazionalità, lingua, fedi religiose, dell' essere credenti o non credenti,  identità di genere, di orientamento sessuale, culture e formazioni politiche, diversità professionali, sociali e di interessi, nonché l' accettazione dei principi e delle norme del presente Statuto, in quanto assumono i valori delle libertà personali, civili, economiche, sociali,  politiche e della giustizia sociale quali presupposti fondanti e fini irrinunciabili di una società democratica.

 

ART. 2 - PRINCIPI FONDAMENTALI

La CGIL basa i propri programmi e le proprie azioni sui dettati della Costituzione Repubblicana e ne propugna la piena attuazione.

Considera la pace tra i popoli bene supremo dell' umanità.

La CGIL ispira la sua azione alla conquista di rapporti internazionali in cui tutti i popoli vivano insieme nella sicurezza e in pace, impegnati a preservare durevolmente l' umanità e la natura, liberi di scegliere i propri destini e di determinare le proprie forme di governo, di trarre vantaggio dalle proprie risorse, nel quadro di scambi giusti e rivolti al progresso e allo sviluppo equilibrato tra diverse aree del mondo, a partire da un rapporto equilibrato tra i paesi industrializzati e quelli del Sud del mondo, ad un nuovo ordine economico, ecologico, culturale e in materia di diritti umani.

La CGIL considera la solidarietà attiva fra i lavoratori di tutti i paesi e le loro organizzazioni sindacali rappresentative, un fattore decisivo per la pace, per l' affermazione dei diritti umani, civili e sindacali e della democrazia politica, economica e sociale, per l' indipendenza nazionale e la piena tutela dell' identità culturale ed etnica di ogni popolo.

La CGIL ispira a questi indirizzi la propria partecipazione alle attività della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi, proponendosi di contribuire alla sua affermazione come autentica Confederazione Sindacale Internazionale, per la promozione, per la difesa e il consolidamento delle organizzazioni sindacali rappresentative in tutto il mondo e per l' esercizio di un autonomo e indipendente ruolo sindacale nei confronti dei governi e delle Istituzioni politiche, economiche e finanziare internazionali.

La CGIL è, altresì, impegnata nella costruzione dell' Unione Europea quale soggetto unitario federale, con una forte dimensione sociale. A questo fine, la CGIL opera per rafforzare l' unità del movimento sindacale europeo a partire dalla adozione, da parte della CES, di funzioni di direzione del movimento sindacale in Europa e, conseguentemente, opera per la definizione di politiche e di azioni coordinate nei diversi paesi, finalizzate alla contrattazione sindacale sovranazionale e alla definizione della legislazione sociale europea, al superamento dei particolarismi nazionali, alla integrazione europea e al ripudio di ogni forma di razzismo e di integralismo religioso.

La CGIL afferma il valore della solidarietà in una società senza privilegi e discriminazioni, in cui sia riconosciuto il diritto al lavoro, alla salute, alla tutela sociale, il benessere sia equamente distribuito, la cultura arricchisca la vita di tutte le persone, rimuovendo gli ostacoli politici, sociali ed economici che impediscono alle donne e agli uomini native/i e immigrate/i di decidere su basi di pari diritti ed opportunità, riconoscendo le differenze della propria vita e del proprio lavoro. Promuove nella società, anche attraverso la contrattazione, una politica di pari opportunità fra donne e uomini e uniforma il suo ordinamento interno al principio della non discriminazione fra i sessi.

La CGIL tutela, nelle forme e con le procedure adeguate, il diritto di tutte le lavoratrici e i lavoratori a rapporti corretti e imparziali, specie in riferimento alla eventualità di molestie e ricatti sessuali.

La CGIL è un sindacato di natura programmatica ed è un' organizzazione unitaria e democratica che considera la propria unità e la democrazia suoi caratteri fondanti.

La stessa autonomia della CGIL, anch' essa valore primario, trova il suo fondamento nella capacità di elaborazione programmatica in primo luogo nei confronti dei datori di lavoro, delle Istituzioni e dei partiti e nel suo carattere unitario e democratico delle sue regole di vita interna.

La CGIL considera decisivo, per la crescita di qualsiasi società democratica, il pieno rispetto del principio della libertà sindacale e del pluralismo che ne consegue. Ciò comporta il rifiuto, in via di principio, di qualsiasi monopolio dell' azione sindacale, nonchè la verifica del mandato di rappresentanza conferito dalle lavoratrici e dai lavoratori; pertanto, considera necessario agire perchè da tutte le componenti dell' associazionismo sindacale nel nostro Paese sia condiviso il principio della costante verifica, democratica e trasparente, con mezzi adeguati, del consenso dell' insieme dei lavoratori su cui si esercitano gli effetti della sua azione, in un sistema giuridico-istituzionale basato sulla efficacia generale degli accordi sindacali.

La CGIL considera l' unità dei lavoratori e la democrazia sindacale - e, in questo quadro, l' unità delle Confederazioni- valori e obiettivi strategici, fattori determinanti di rafforzamento del potere contrattuale del sindacato e condizione per la tutela e promozione dei diritti, per la realizzazione degli obiettivi di uguaglianza e solidarietà sociale, per la difesa dell' autonomia progettuale e programmatica del sindacato.


ART. 3 - ISCRIZIONE ALLA CGIL

L' iscrizione alla CGIL avviene mediante domanda alla struttura congressuale del luogo di lavoro o territoriale, o della Lega SPI, e mediante la sottoscrizione della delega o corrispettivo atto certificatorio. A tutela dell' organizzazione la domanda di iscrizione viene respinta, a cura delle Segreterie delle strutture alle quali l' iscrizione viene richiesta che ne daranno informazione ai propri Direttivi e ai Centri regolatori, nei casi di gravi condanne penali, sino all' espiazione della pena, di attività o appartenenza ad associazioni con finalità incompatibili con il presente Statuto (organizzazioni segrete, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o razzista, organizzazioni criminali, organizzazioni terroristiche).

Questi casi rappresentano, altresì, causa di interruzione del rapporto associativo con la CGIL.

L' iscrizione alla CGIL è attestata dalla tessera e dalla regolarità del versamento dei contributi sindacali; è periodicamente rinnovata e, comunque, può essere revocata in qualsiasi momento dall' Iscritta/o.

L' iscrizione con delega alla CGIL comporta per i lavoratori attivi ed i pensionati una trattenuta mensile.


ART. 4 - DIRITTI DELLE ISCRITTE E DEGLI ISCRITTI.

Le iscritte e gli iscritti alla CGIL e alle strutture ad essa aderenti hanno pari diritti.

Essi hanno diritto ad essere riconosciuti, rispettati e valorizzati come persone, senza discriminazione alcuna e salvaguardando la dignità della persona nei comportamenti e nel rapporto tra i sessi. Essi hanno diritto di concorrere alla formazione delle decisioni del sindacato e di manifestare liberamente il proprio pensiero e il proprio diritto di critica con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, nonché ferme restando la piena autonomia e le specifiche competenze decisionali degli organi dirigenti, di esprimere- anche attraverso la concertazione di iniziative, liberamente manifestate anche attraverso i normali canali dell' organizzazione- posizioni collettive di minoranza e di maggioranza, alle quali possa riferirsi la formazione dei gruppi dirigenti.

Ogni iscritta e ogni iscritto alla CGIL ha diritto a concorrere alla formazione della piattaforma e alla conclusione di ogni vertenza sindacale, che la/lo riguardi.

Le iscritte e gli iscritti alla CGIL hanno diritto alla piena tutela, sia individuale sia collettiva, dei propri diritti e interessi economici, sociali, professionali e morali, usufruendo a tal fine anche dei vari servizi organizzati dalle strutture della CGIL.

La CGIL deve adottare tutti gli strumenti necessari per garantire il diritto di partecipazione alla vita complessiva dell' organizzazione delle iscritte e degli iscritti, attraverso anche la tempestiva ed esauriente informazione sull' attività del sindacato ai vari livelli e nei diversi campi di iniziativa.

Le iscritte e gli iscritti hanno diritto ad essere tempestivamente informati di addebiti al loro operato e alla loro condotta, a ricorrere, in seconda istanza, contro sentenze della Commissione di Garanzia competente e ad avere garantita la possibilità di far valere le proprie ragioni.

Hanno diritto ad opporsi legittimamente contro atti e fatti commessi all' interno della organizzazione che considerino contrari ai principi statutari, anche richiedendo l' attivazione della procedura relativa alla giurisdizione interna o alla garanzia statutaria.

Tutte le iscritte e gli iscritti sono elettori e possono accedere alle cariche in condizioni di eguaglianza; il voto è personale, o a mezzo delegati, uguale e libero.

La CGIL tutela le minoranze linguistiche ed etniche, riconoscendo specifici diritti alle iscritte e agli iscritti appartenenti a tali minoranze.

 

ART. 5 - DOVERI DELLE ISCRITTE E DEGLI ISCRITTI.

Le iscritte e gli iscritti alla CGIL partecipano alle attività dell' organizzazione, ne rendono feconda la vita democratica, contribuiscono al suo finanziamento attraverso le quote associative e si attengono alle norme del presente Statuto e a quelle deliberate dagli organismi dirigenti in applicazione dello Statuto stesso.

Le iscritte e gli iscritti sono chiamati a comportarsi con lealtà nei confronti delle altre/i iscritte/ iscritti rispettando i valori e le finalità fissati nel presente Statuto.

Qualora assumano incarichi di direzione sono chiamati a svolgere i loro compiti con piena coscienza delle responsabilità che ne derivano nei confronti delle lavoratrici/ lavoratori e delle iscritte/iscritti rappresentati, in modo particolare per quanto riguarda la coerenza dei loro comportamenti con i deliberati degli organi dirigenti, il loro obbligo di difendere l' unità e l' immagine della CGIL, in particolare nei casi di trattative che si debbono svolgere per l' intera CGIL su una unica piattaforma, quella definita dal mandato.

 

ART. 6 - DEMOCRAZIA SINDACALE.

I cardini su cui poggia la vita democratica della CGIL sono:

a) La garanzia della massima partecipazione, personale o a mezzo di delegati, di ogni iscritta/iscritto alla CGIL, in uguaglianza di diritti con

le altre iscritte/iscritti, alla formazione delle deliberazioni del proprio sindacato di categoria e delle istanze confederali, o alle decisioni specifiche che li riguardano;

b) l' adozione di regole per la formazione delle decisioni dell' organizzazione ai vari livelli - prevedendo le materie per le quali sia necessario lo strumento della consultazione degli iscritti - e per il rispetto della loro realizzazione, nonchè la ricerca di regole condivise fra le organizzazioni sindacali, per la definizione e l' approvazione delle piattaforme rivendicative e degli accordi, da parte dei lavoratori. Comunque per la CGIL, in assenza del mandato di tutti i lavoratori, le lavoratrici, i pensionati interessati, è vincolante il pronunciamento degli iscritti;

c) la periodicità delle riunioni ordinarie delle assemblee primarie delle iscritte/iscritti e degli organismi di tutte le strutture, prevedendo la possibilità di convocazioni straordinarie su richiesta fino a un massimo di un decimo delle iscritte/iscritti o di un quarto dei componenti degli organismi stessi, sulla base dei regolamenti di cui essi si doteranno.

d) il diritto al dissenso, la tutela delle minoranze, la salvaguardia della pari dignità delle opinioni a confronto prima della decisione e in occasione del congresso;

e) l' unicità dell' organizzazione nella realizzazione delle decisioni degli organismi dirigenti;

f) la ricerca preliminare di una mediazione tra gli interessi e le rivendicazioni di un determinato gruppo e gli orientamenti della maggioranza numerica degli altri lavoratori o più in generale, la necessità di rappresentanza dell' insieme degli interessi dei lavoratori occupati e no, propri di un sindacato generale, facendo vivere e praticare una democrazia della solidarietà accanto a una democrazia degli interessi, affinchè si affermi, in modo definitivo e impegnativo nella cultura e nella forza contrattuale della CGIL, il valore della confederalità.

g) la definizione delle prerogative e dei poteri degli organismi che deve garantire la netta distinzione dei poteri:

- di direzione politica e di regolamentazione della vita interna, in tutti i suoi molteplici aspetti, a partire da quelli rinviati esplicitamente dallo Statuto, attribuiti al Comitato Direttivo;

- di gestione politica dei mandati ricevuti dal Comitato Direttivo, di rappresentanza legale della CGIL, rispettivamente nelle sue articolazioni, e di direzione quotidiana delle attività, attribuiti al Segretario generale e alla Segreteria:

- di giurisdizione interna, con funzioni giudicanti, attribuita al Comitato di Garanzia;

- di controllo sugli atti delle varie strutture, in riferimento alle norme statutarie e regolamentari e alle prassi democratiche proprie della CGIL, attribuito al Collegio di Verifica e al Collegio Statutario;

- di garanzia statutaria - intesa come istanza a cui ricorrere per interpretazioni statutarie e per giudicare la compatibilità delle normative approvate dagli organi direttivi ai vari livelli con lo statuto della CGIL - attribuita al Collegio statutario nazionale;

h) l' affermazione, anche nella formazione degli organismi dirigenti, a partire dai Comitati degli iscritti e dalle Leghe dei pensionati fino agli Esecutivi, nonché nelle sostituzioni che negli stessi si rendano necessarie e nella rappresentanza esterna nazionale e internazionale, di un sindacato di donne e di uomini - stabilendo che nessuno dei sessi può essere rappresentato al di sotto del 40 per cento al di sopra del 60 per cento e definendo le relative regole applicative, anche attraverso lo scorrimento nelle liste in caso di elezione degli organismi  - e la rappresentazione compiuta della complessità della CGIL, costituita dai pluralismi e dalle diversità, come definiti nel presente Statuto, nonchè dalla pluralità di strutture nelle quali si articola e vive la Confederazione, affinché in coerenza con i principi di solidarietà non siano cancellate o ridotte a presenza simbolica, in base alla pura consistenza numerica, espressioni vitali delle nostra base sociale.

i) la definizione di regole per la selezione dei gruppi dirigenti, per la loro mobilità, per la durata massima del mandato esecutivo e degli incarichi di direzione di quanti operano nel Sistema Servizi, per la conclusione del rapporto di dipendenza al raggiungimento dell' anzianità massima prevista nonché l' indicazione del 65° anno di età per la cessazione degli incarichi esecutivi o dirigenziali, ad esclusione dello SPI, prevedendo norme per la sostituzione negli incarichi esecutivi, ispirate a favorire il rinnovamento costante dei gruppi dirigenti e a meglio utilizzare le esperienze; per favorire il rinnovamento della platea dirigente attraverso una politica dei quadri che, a tutti i livelli dell' organizzazione, garantisca, anche mediante l' utilizzo di intensi percorsi formativi, un accesso diffuso dei giovani e degli immigrati, in particolare provenienti dai luoghi di lavoro, a ruoli di responsabilità e direzione; per arrivare, con specifiche modalità, a raggiungere l' obiettivo, riferito alla platea dei lavoratori attivi, dell' ingresso del 20% di giovani con meno di 35 anni negli organismi dirigenti confederali e di categoria;

j) la definizione di regole per i casi ove non fosse possibile un governo unitario della struttura; tali regole devono consentire all' eventuale opposizione di avere sedi e modalità certe di verifica e controllo dell' operato della maggioranza, nonché la strumentazione atta a garantire l' agibilità;

k) la definizione di regole sui processi di accorpamento, sulla costituzione di nuove categorie o di diverse aggregazioni territoriali;

l) la definizione di regole per la partecipazione della CGIL e delle sue strutture ad organismi esterni (Fondi, Enti bilaterali, ecc.) nei quali la presenza stessa è determinata da leggi o da contratti collettivi.

Al Comitato Direttivo della CGIL spetta il compito di tradurre in norme vincolanti, comprensive delle relative sanzioni in casi di non rispetto delle norme stesse, quanto stabilito nel presente articolo e di normare, altresì, il sistema elettorale, basato sul metodo proporzionale e con la garanzia che almeno un 3 per cento di iscritte/iscritti e delegate/delegati possa presentare una lista. Tali norme devono essere approvate con la maggioranza di 2/3 dei componenti.

Inoltre, il carattere democratico dell' organizzazione è garantito:

2) dallo svolgimento dei congressi ogni quattro anni, salvo decisioni degli organismi dirigenti che ne prevedono l' anticipazione, da  norme per l' indizione dei congressi straordinari, e dall' elezione negli stessi degli organismi dirigenti; le vacanze che si verificheranno, negli organismi dirigenti stessi, tra un congresso e l' altro, possono essere colmate per cooptazione da parte degli stessi organi direttivi fino al massimo di un terzo dei loro componenti e per sostituzione decisa dagli organi direttivi competenti di quei componenti la cui elezione a detti organi spetta;

3) dall' applicazione, nelle elezioni degli organi direttivi da parte dei congressi, del voto segreto. 

 

ART. 7 - INCOMPATIBILITA' .

La CGIL ispira il suo comportamento rivendicativo e contrattuale e le decisioni di ricorrere - quando è necessario - alla pressione sindacale e allo sciopero, all' obiettivo primario di realizzare la massima solidarietà fra gli interessi e i diritti delle donne e degli uomini che lavorano, dei lavoratori italiani e stranieri, e di salvaguardare la massima unità nell' elaborazione e nell' azione, nel rispetto delle scelte adottate democraticamente dalla Confederazione nel suo insieme.

Questo principio della solidarietà contrappone la CGIL a ogni logica di tipo corporativo o aziendalistico. La CGIL considera incompatibile con l' appartenenza alla Confederazione iniziative di singoli e di gruppi, i quali, mentre ribadiscono la loro adesione formale alla CGIL promuovono la costituzione di organizzazioni parasindacali, in competizione con la rappresentatività generale alla quale tende la CGIL, ovvero promuovono azioni organizzate che, di fronte alle controparti del sindacato, rompono l' unità della CGIL come soggetto contrattuale.

L' adesione alla CGIL è incompatibile con l' appartenenza ad altre associazioni, comunque denominate, che perseguano obiettivi e svolgano ruoli e funzioni sindacali, mentre non lo è con associazioni professionali che non svolgano tale ruolo, ovvero per le quali i Comitati Direttivi delle Federazioni o sindacati Nazionali, prevedano espressamente la doppia affiliazione e vengano definiti patti di unità d' azione e/o convenzioni per regolare, nella salvaguardia della reciproca autonomia, le modalità di partecipazione alle diverse fasi negoziali.

L' autonomia della CGIL si realizza anche fissando le seguenti incompatibilità con cariche elettive dell' organizzazione ai vari livelli:

- appartenenza a Consigli di Amministrazione (ad esclusione di quelli di società promosse dalla CGIL), di Istituti ed Enti pubblici di ogni tipo e organi di gestione in genere; eventuali deroghe riferite alle cooperative di assistenza, volontariato, servizi sociali e di abitazione, devono essere autorizzate dal Centro regolatore competente;

- appartenenza a organi direttivi di partiti e di altre formazioni politiche, che non siano di emanazione congressuale, nonchè di organi esecutivi degli stessi;

- qualità di componente delle assemblee elettive della Comunità Europea e di quelle dello stato italiano ai diversi livelli istituzionali; la candidatura a tali assemblee, o a primarie di coalizione o di partito,  comporta l' automatica decadenza da ogni incarico esecutivo e la sospensione dagli organi direttivi di emanazione congressuale;

-assunzione di incarichi di governo e di gabinetto ai vari livelli istituzionali; l' incompatibilità scatta dall' accettazione dell' indicazione a far parte di un esecutivo anche se precedente all' appuntamento elettorale.

Dal cessare delle condizioni che danno luogo ad incompatibilità, l' iscritto sospeso rientra negli organismi direttivi dei quali faceva parte dopo 12 mesi.

Analogamente, si prevede che l' iscritta/iscritto che provenga da esperienze politiche di natura esecutiva o da assemblee elettive non  possa far parte di organismi o ricoprire incarichi di natura esecutiva, prima che sia trascorso un periodo di dodici  mesi.

Dà luogo a incompatibilità anche l' assunzione di incarico di difensore civico.

A livello di posto di lavoro e/o lega, per carica di direzione si intende l' appartenenza agli esecutivi; l' incompatibilità con l' appartenenza ad assemblee elettive di circoscrizione o di comune e con cariche di governo locale è limitata al territorio amministrativo del comune in cui è collocato  il luogo di lavoro o dei comuni facenti capo alla lega.

L' appartenenza ad organi esecutivi della CGIL a qualsiasi livello è inoltre incompatibile con la qualità di componente di Commissioni per il personale, commissioni concorsuali, commissioni sussidi e simili.

Le decadenze previste nel presente articolo sono automatiche. E' responsabilità della Segreteria della struttura interessata garantirne la concreta attuazione. A fronte di eventuali inosservanze, la Segreteria della struttura interessata risponde della violazione presso l' organismo di cui all' art. 25 dello Statuto della Cgil Sarda, in relazione alle diverse competenze.

 

ART. 8 - STRUTTURA ORGANIZZATIVA

La struttura organizzativa della CGIL, in ogni suo assestamento e specifica attuazione, deve costantemente mirare a promuovere la più attiva partecipazione degli iscritti e dei lavoratori e il più efficace impegno per la democrazia e verso l' unità sindacale e ad estendere la presenza nel territorio, inteso come insieme di luoghi di lavoro, relazioni, competenze istituzionali.  .

Nei luoghi di lavoro o nel territorio la CGIL identifica nell' assemblea delle iscritte/iscritti e della Lega SPI, ria rappresentanza di base e la prima istanza congressuale della CGIL e delle sue categorie e dello SPI . L' assemblea elegge:

a) il Comitato degli iscritti CGIL o il Direttivo della Lega SPI, secondo le modalità stabilite dal Comitato Direttivo Nazionale che ne fissa compiti, funzioni e ruoli nel quadro di un' affermazione piena degli stessi, quali vere e proprie strutture orizzontali e verticali;

b) i delegati ai congressi delle istanze superiori.

Il Comitato direttivo della struttura interessata può deliberare a livello sub territoriale forme organizzative flessibili mirate a sviluppare l' insediamento politico ed organizzativo.

La CGIL SARDA si articola nelle seguenti strutture per la generalità dei lavoratori, dei pensionati e dei disoccupati;

i Comitati degli iscritti del posto di lavoro, di lega o interaziendale; le leghe dei pensionati, le forme di organizzazione dei non occupati, le strutture di rappresentanza dei lavoratori parasubordinati e interinali.

 

la Camera del Lavoro metropolitana di Cagliari, le Camere del Lavoro Territoriali di seguito richiamate con le sigle rispettivamente CDLM Cagliari e CDLT che comprendono le Federazioni o Sindacati territoriali di categoria;

le Federazioni regionali di secondo livello;

per i Sindacati di categoria, in relazione a particolari esigenze determinate da assetti istituzionali o relative sedi delle controparti negoziali, previa intesa fra CGIL SARDA e le Federazioni nazionali della categoria, potranno essere previsti assetti organizzativi a livello sovraterritoriale.

Ogni struttura agisce in autonomia, unicamente nel proprio ambito territoriale ed in quello politico di competenza, ispirandosi al principio dell' unicità politica dell' organizzazione.

L' azione della CGIL SARDA favorisce l' autorganizzazione delle donne attraverso la costituzione di coordinamenti. Spetta al Comitato Direttivo della Cgil Sarda definire le regole di costituzione e riconoscimento, stabilendone contestualmente i poteri, le prerogative e le risorse.

Spetta al Comitato Direttivo della CGIL decidere forme specifiche di rappresentanza delle diversità dei soggetti, anche attraverso la costituzione di strutture di coordinamento, stabilendone i poteri e le prerogative, gli ambiti di decisione e/o di proposta e di consultazione obbligatoria degli stessi da parte degli organismi dirigenti, le risorse, le modalità della loro composizione e i livelli ai quali se ne prevede l' esistenza, il loro grado di autonomia.

La CGIL SARDA è impegnata inoltre a promuovere forme di aggregazione degli immigrati, costituendo le strutture che meglio rispondono alle esigenze degli immigrati presenti nella regione, definendone con chiarezza ruoli, poteri e competenze, al fine di garantire la maggiore partecipazione, salvaguardando l' autonomia delle decisioni politiche.


ART. 9 - LA CGIL SARDA

La CGIL SARDA ha il compito di definire le scelte regionali di politica economica e sociale e le grandi opzioni territoriali e settoriali che assumono valenza per l' intera regione.

Relativamente alle controparti ed alle istituzioni che investono più strutture, la CGIL SARDA svolge un ruolo di coordinamento tra le stesse .

La CGIL SARDA ha il compito e la titolarità della politica organizzativa dell' insieme delle strutture presenti nella regione.

Al Comitato Direttivo della CGIL SARDA spetta il compito di tradurre in norme vincolanti quanto esplicitamente rinviato dal presente Statuto Regionale oltreché la decisione, da assumere con la maggioranza dei 2/3 dei componenti, previo confronto con le strutture interessate, sulla costituzione o l' eventuale soppressione della CDLM Cagliari e delle CDLT definendone gli ambiti territoriali.