Emergenza scuola e formazione, nuovo grido d'allarme dei sindacati - Tremila posti di lavoro persi nel giro di due anni scolastici, 120 milioni di euro non spesi per i piani di attività formative e seicento lavoratori della formazione professionale senza occupazione da dicembre 2010: sono i dati dell’emer - NEWS
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Emergenza scuola e formazione, nuovo grido d'allarme dei sindacati
Pubblicato Luned́, 26 luglio @ 17:51:28 CEST
Sezione: NEWS

Tremila posti di lavoro persi nel giro di due anni scolastici, 120 milioni di euro non spesi per i piani di attività formative e seicento lavoratori della formazione professionale senza occupazione da dicembre 2010: sono i dati dell’emergenza del sistema di istruzione e formazione in Sardegna denunciata da Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria. Un grido d’allarme che richiama la Regione alle sue responsabilità, “per non aver affrontato i nodi fondamentali utili a risolvere la drammatica situazione”.


Il sindacato denuncia la drastica riduzione delle risorse nazionali e regionali, il ridimensionamento della rete scolastica e dell’occupazione, gli alti tassi della dispersione scolastica, la grave situazione dell’edilizia e i livelli qualitativi del sistema che collocano al Sardegna agli ultimi posti in Italia. “Affrontare subito le emergenze, senza aspettare i tempi lunghi della riforma, altrimenti non ci sarà più niente da riformare”: è l’appello lanciato dai sindacati alla Regione. Le proposte sono state formalizzate in un documento unitario che sollecita in primo luogo l’apertura di una vertenza con lo Stato, per ottenere il riconoscimento delle specificità della Sardegna attraverso standard più favorevoli di quelli nazionali. Poi il sindacato chiede alla Regione un Piano straordinario di lotta alla dispersione scolastica e formativa, un Piano per l’edilizia scolastica, così come azioni e risorse per il diritto allo studio e per il sostegno alle Autonomie scolastiche e, ancora, misure per far decollare le attività formative e risolvere l’emergenza occupazionale della formazione professionale. Infine, il sindacato sollecita tavoli di confronto territoriali che vedano protagonisti gli enti locali e le amministrazioni scolastiche regionale e provinciale.
“Non sono ammissibili ulteriori ritardi – hanno concluso Cgil, Cisl e Uil - la Regione attraverso gli assessorati all’Istruzione e al Lavoro, deve immediatamente dotarsi di una strategia che affronti le emergenze, come base per una riforma del sistema di istruzione e formazione”.

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