Nessuna crisi ma la Renovo Bioedil licenzia, è stato di agitazione
Dodici licenziamenti per una non meglio precisata riorganizzazione, un intero turno di lavoro spazzato via da un giorno all’altro: nei piani della Renovo BioEdil – azienda con sede a Iglesias che produce pannelli in fibra di legno – ci sarebbe un taglio netto in organico (oggi in tutto 50 dipendenti) ma nessuna crisi all’orizzonte, bensì una scelta imprenditoriale “non sindacabile nel merito”, come si legge nella comunicazione per licenziamenti collettivi inviata a sindacati e Aspal.
E invece, per la Fillea Cgil Sardegna quella scelta può e deve essere sindacabile, così per le rsu e i lavoratori e le lavoratrici della fabbrica, che si sono riuniti in assemblea e hanno deciso, intanto, di avviare lo stato di agitazione. “Chiediamo il ritiro dei licenziamenti – afferma il sindacato – e l’avvio di un confronto per evitare ulteriori perdite di posti di lavoro in un territorio che già subisce gli effetti di una desertificazione industriale alla quale va messo un argine”.
Oltretutto, la Renovo BioEdil è un’azienda attiva in un settore innovativo e non interessata da alcun calo di commesse, come afferma nel documento che annuncia la procedura di licenziamenti collettivi.
Per queste ragioni la Fillea Cgil sollecita le istituzioni regionali affinché vengano attivati i necessari tavoli di confronto e scongiurate le gravi ripercussioni che l’atteggiamento unilaterale dell’azienda, se non dovesse rientrare, potrebbe determinare.

