Intelligenza artificiale, l’Isola può essere un laboratorio di buone pratiche?
“Alla Regione proponiamo un percorso comune, a partire dalla legge regionale già approvata, che consideriamo un buon punto di partenza, perché pensiamo che l’uso dell’intelligenza artificiale possa e debba essere governato, anche con misure e indirizzi regionali”: così la segretaria della Cgil Sardegna Simona Fanzecco al dibattito organizzato dalla Fiom Cgil regionale sul futuro digitale, le distorsioni algoritmiche e le ricadute occupazionali e sociali delle nuove tecnologie. “La Sardegna – questa l’idea che il sindacato ha proposto alla presidente della Regione Alessandra Todde presente ai lavori – può diventare un laboratorio all’avanguardia, definendo criteri di trasparenza, equità e sviluppo guidato dall’etica per le aziende che utilizzano l’Ai”.
In particolare, per la segretaria Cgil, sarebbe utile mapparle attraverso una collaborazione strutturata con Università, Centri di ricerca e parti sociali per poi valorizzare, anche con incentivi, quelle che ottengono una “certificazione di qualità e giustizia algoritmica” fondata su principi di uguaglianza, dignità del lavoro e pari opportunità”.
Per il sindacato, in un contesto denso di rischi per il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici, è centrale il tema della contrattazione, insieme al governo pubblico di una tecnologia che in tanti, a partire da chi vi opera direttamente, iniziano a definire come un pericolo per l’umanità. “Se è vero che non è possibile fermare lo sviluppo delle nuove tecnologie, e non sarebbe nemmeno giusto perché sono importanti i progressi che determinati processi possono determinare, è altrettanto vero che occorre governare quei processi e in questo è imprescindibile il ruolo della contrattazione a tutti i livelli, per verificare ciò che accade nei luoghi dove si lavora, definire parametri equi, eliminare meccanismi di sorveglianza illegittima e eliminare le distorsioni algoritmiche”.
Per governare quei processi occorre quindi attivare strumenti adeguati “e anche noi, nella nostra realtà locale, possiamo fare la nostra parte”, ha concluso Simona Fanzecco sottolineando “l’importanza di un Osservatorio regionale per l’intelligenza artificiale e il lavoro e l’opportunità per la Sardegna di farsi capofila, di anticipare la sperimentazione di sistemi di governance, meccanismi di premialità per le aziende certificate, regolamentazione e buone pratiche attraverso la promozione di start-up etiche che operano in contesti innovativi nel rispetto del lavoro umano”.

