Referendum giustizia, la campagna per il No entra nel vivo

Referendum giustizia, la campagna per il No entra nel vivo

Anche in Sardegna si costituisce il Comitato regionale per il no al referendum sulla riforma della magistratura per il quale si voterà il 22 e il 23 marzo. L’appuntamento, oggi alle 17 nella sede della Cgil regionale, vede la partecipazione e adesione, insieme al sindacato, di Arci, Acli, Anpi,Fondazione Berlinguer, Associazione 25 Aprile, Pd, M5S, Sinistra Futura. Progressisti, Sinistra Italiana Rifondazione Comunista, Europa Verde, Manifesto Sardo Legambiente Sardegna.

Entra così nel vivo anche nell’Isola la campagna referendaria a sostegno delle ragioni del no alla legge Nordio che si fondano, principalmente, su alcuni punti chiave: “La riforma – spiega il segretario della Cgil Sardegna Fausto Durante – non riduce i tempi dei processi, non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini, anzi, disperde le risorse perché moltiplica i costi e, oltretutto, non aumenta il personale e non regolarizza i precari”.

Per le tante realtà, movimenti, associazioni, partiti che hanno aderito o stanno aderendo ai Comitati che si stanno costituendo a livello nazionale, regionale e territoriale, la riforma oggetto del referendum è del tutto inutile, perché la separazione tra Pm e giudici c’è già: dopo la riforma Cartabia del 2022 le due funzioni sono infatti separate e meno dell’1% dei magistrati passa dall’una all’altra.

 “Al contrario, la legge Nordio stravolge la Costituzione – prosegue Durante – e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Secondo il Comitato per il no l’obiettivo è quello di sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere. “La riforma della giustizia del governo Meloni – conclude il segretario – è parte di un più ampio disegno che, con l’Autonomia differenziata e il Premierato, mira a determinare un profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica”. Da qui l’impegno massimo del sindacato che nelle prossime settimane porterà avanti, a tutti i livelli, una campagna capillare per far sì che il 22 e 23 marzo vinca il no.