Invecchiamento attivo, buoni i propositi ma senza risorse non si possono realizzare

Invecchiamento attivo, buoni i propositi ma senza risorse non si possono realizzare
Un giudizio positivo sull’impostazione ma molte perplessità per l’assenza di coperture finanziarie che diano sostanza agli indirizzi contenuti nel disegno di legge sull’invecchiamento attivo: è quanto emerso stamattina nell’audizione della sesta Commissione consiliare alla quale hanno partecipato i segretari Nicola Cabras per la Cgil e Efisio Lasio per lo Spi Cgil.
“Il testo si propone di superare una visione meramente assistenziale e, finalmente, restituisce alla fase avanzata della vita un ruolo attivo, centrale e propositivo per il tessuto sociale ed economico della nostra società”, hanno detto Cabras e Lasio evidenziando però una evidente criticità da superare: “Senza risorse dedicate i contenuti positivi della legge rischiano di tradursi in una semplice dichiarazione di intenti, una misura teorica che non produce un reale  cambiamento per la comunità”.
Per la Cgil e lo Spi infatti, la clausola di “invarianza finanziaria”, ovvero il divieto di introdurre nuovi costi, non si concilia con i buoni propositi della legge.
Per questa ragione, il sindacato chiede che nella prossima Finanziaria venga previsto uno stanziamento adeguato. Oltre a questo, Cabras e Lasio hanno segnalato la necessità di dare sostegno e forza operariva agli Enti locali, in particolare ai Comuni e ai Piani Locali Unitari dei Servizi (Plus). “Senza supporto rischiano di non poter garantire l’effettiva realizzazione degli obiettivi, che deve essere diffusa e capillare per non creare disuguaglianze nell’accesso ai servizi”.
Cgil e Spi hanno poi chiesto che sia garantita la partecipazione delle organizzazioni sindacali alle conferenze socio-sanitarie territoriali.