Dimensionamento scolastico, Sardegna commissariata: “Inaccettabile”
“Una decisione gravissima, che calpesta l’Autonomia regionale e ignora deliberatamente le specificità sociali, demografiche e geografiche della nostra Isola”: così la Cgil Sardegna insieme alla Flc Cgil regionale contestano la scelta del governo nazionale di commissariare la Regione per il mancato rispetto dei parametri imposti per i piani di dimensionamento scolastico.
Non a caso, il sindacato aveva sostenuto la scelta dell’assessora regionale Portas di non procedere alla chiusura di ulteriori nove Autonomie scolastiche dopo le 36 già soppresse. “Ancora una volta il governo nazionale vuol far prevalere la logica del risparmio e dei tagli in un settore, quello dell’istruzione, che, al contrario, come dimostrano i dati nazionali e regionali, uno su tutti la dispersione scolastica che ci vede terzultimi in Italia con il 14,5 per cento, avrebbe bisogno di un’iniezione di risorse, di un’attenzione particolare per migliorare la qualità delle nostre scuole”.
La questione fondamentale, per il sindacato, è proprio la qualità dell’istruzione, che viene messa in secondo piano quando si continua ad accorpare, razionalizzare, sopprimere, secondo logiche e standard che non tengono conto delle caratteristiche dei territori ai quali si vorrebbero applicare.
Per queste ragioni, la Cgil continua a sostenere la scelta fatta dalla Regione e la esorta ad andare avanti, anche coordinandosi con Umbria, Emilia Romagna e Toscana (anch’esse commissariate) per evitare che vengano sottratte ulteriori risorse alla scuola pubblica.
“Continueremo a opporci alla mera applicazione di criteri ragionieristici che calpestano il diritto all’istruzione in una regione già svantaggiata”, concludono Cgil e Flc regionali sottolineando che la Sardegna ha necessità di veder rispettata la sua specificità, a partire proprio dalla difesa del suo sistema scolastico, presidio indispensabile per restituire ai proprio figli un futuro di dignità e riscatto”.
