Lavoro e sviluppo, manca una strategia e indirizzi chiari su innovazione e transizioni

Lavoro e sviluppo, manca una strategia e indirizzi chiari su innovazione e transizioni

Domanda e offerta non si incrociano perché mancano le figure professionali che il mercato richiede e, nello stesso tempo, nel tessuto produttivo non c’è abbastanza spazio per uno sviluppo fondato sull’innovazione, sulle nuove tecnologie, su attività ad alto valore aggiunto che sappiano cogliere le sfide del cambiamento, delle transizioni”: lo ha detto il segretario regionale Cgil Nicola Cabras intervenendo stamattina alla conferenza sul lavoro organizzata dalla Regione.

All’assessora del Lavoro, l’appello a praticare il metodo del confronto prima di prendere le decisioni o assumere le delibere e non dopo che le scelte sono già fatte. Oltre a questo, dal segretario Cgil arriva anche l’invito a monitorare i risultati delle azioni che vengono messe in campo, perché ciò che fa la differenza non è la quantità di risorse e domande che arrivano quando si apre un determinato bando, ma gli effetti concreti che si riflettono sui soggetti ai quali le misure sono rivolte.

I nodi critici sono principalmente due: l’assenza di una visione strategica rispetto ai settori e alle filiere sui quali investire, l’inadeguatezza dei piani formativi e del complessivo sistema di istruzione. “Oltre a questo – sottolinea Cabras – c’è il tema della qualità del lavoro, sul quale ricordo che non è stata data continuità all’impegno di stilare, attraverso un confronto fra sindacati e Regione, un protocollo degli appalti, settore dove dilaga il lavoro fragile“.

A proposito dell’assenza di un progetto di prospettiva, “come Cgil abbiamo chiesto, al momento senza riscontro, la costituzione di una Agenzia regionale per lo sviluppo economico, industriale e digitale, e di un Fondo speciale per la transizione: in questo quadro, oltre alle misure di sostegno al reddito, si potrebbero programmare in modo organico le scelte per una politica industriale moderna e sostenibile e i relativi piani formativi per le nuove professionalità”.

Per costruire una strategia “occorre un confronto più ampio, interassessoriale, non per compartimenti stagni conclude Cabras – altrimenti si procede a tentoni, senza una visione complessiva, e può anche accadere, come purtroppo accade, che si portino avanti misure che poi rischiano di andare in contraddizione”.